Guida al viaggio di nozze perfetto

Difficilmente si rinuncia al viaggio di nozze, basilare per la buona riuscita finale del proprio matrimonio e, questo, per una serie di motivi: uno tra i più importanti, è proprio quello del viggio in sé, come uno tra i più importanti della vita di una coppia che ha appena coronato il proprio sogno d’amore. Esistono tempistiche diverse per effettuare i viaggi di nozze, infatti, ci sono coppie che decidono d’intraprendere partenze per una sola settimana, quindi per un breve periodo, ed altre, invece, che optano per viaggi più lunghi e duraturi; in entrambi i casi, l’organizzazione è un aspetto essenziale per la buona riuscita del viaggio di nozze.

Vediamo in questa guida come organizzare un viaggio di nozze perfetto

Se avete intenzione di realizzare un viaggio di nozze a regola d’arte, dovreste realizzare un piccolo planner e iniziare a definire tutti i dettagli, almeno sei mesi prima; se, invece, non volete affidarvi alla vostra totale autonomia, potreste sempre optare per un’agenzia viaggi. In entrambi i casi, comunque, ci sono degli aspetti positivi: in totale autonomia, risparmierete sicuramente sui costi di una probabile agenzia viaggi che potrebbe definire il vostro itinerario, mentre, rivolgendovi ad un’agenzia vacanze, questa potrebbe semplificarvi il lavoro, definendo costi di pernottamento, vitto, trasporti, prenotazioni, richiesta di visti ed altre spese, per la buona riuscita del viaggio. Inoltre, un’agenzia viaggi è in grado, anche, di realizzare la cosiddetta “lista viaggio”.

Una “lista viaggio” è molto simile alla lista nozze e, recentemente, sta prendendo piede come degna sostituta di quest’ultima: non è altro che un piccolo fondo d’investimento in cui gli invitati, i parenti e gli amici, possono versare una quota partecipativa per il finanziamento del viaggio di nozze.

Altro aspetto molto importante nell’organizzazione di un viaggio di nozze perfetto, è la ricerca di un fotografo per matrimonio, che ha il compito fondamentale di immortalare su carta fotografica i momenti più significativi, divertenti e commoventi della propria luna di miele, tanto da rimanere indelebili nella storia della coppia di neo sposi.
A riguardo, invece, della destinazione del viaggio di nozze, non c’è che l’imbarazzo della scelta; infatti, esistono una moltitudine di mete di viaggio, adatte proprio ad ogni esigenza personale ed economica. Basta solo scegliere e partire!

Esistono, infatti, viaggi di ogni genere: viaggi di gruppo, viaggi in coppia, viaggi fly e drink, viaggi alla scoperta della natura selvaggia, viaggi on the road, viaggi free style, viaggi nel mondo enogastronomico, religioso, low budget e ovviamente, viaggi dedicati alla commemorazione di un momento così importante, come la luna di miele!

Il vino, la pizzica, il dialetto: l’identità salentina

Il Salento non è solo una regione geografica ma fa riferimento a un territorio che si distingue da quelli limitrofi per cultura, linguaggio, tradizioni, cucina. Ci sono alcuni elementi che sono propri della sola provincia di Lecce e poco oltre e che fanno sì che il Salento si configuri come terra sui generis.

Chiunque abbia trascorso una vacanza a Lecce, soggiornato in case vacanze nel Salento, esplorato il Tacco, ha potuto constatare come la provincia abbia un codice proprio e simboli che fanno parte di un immaginario non condiviso con nessun altro che non sia la stessa comunità locale.

Il vino

Il vino, in Salento, è parte integrante della quotidianità. Il Primitivo, tipico di Manduria, accomuna i leccesi ai tarantini ma i primi ne prendono le distanze nella produzione di Negroamaro e Amabile, uvaggi del posto e che sono chiari tratti di appartenenza leccese. Intorno al vino si celebra il culto della tavola, del mangiare sano e della sacralità dei ritmi quotidiani, secondo un retaggio contadino che vive sottopelle, palpabile, ancora oggi.

La pizzica

La pizzica, la musica tipica salentina, è forse il marchio identitario più forte, intenso e riconosciuto. Le danze forsennate, le ritmiche incalzanti che si susseguono per le strade, l’uso del tamburello, della fisarmonica, delle nacchere, il tutto combinato in un prodotto artistico unico, che contamina altri generi e finisce nelle discoteche, nelle dance hall, accomuna giovani e meno giovani, racconta il passato attraverso nuove forme di espressione, tra evocazione di ieri e fotografia di oggi.

Il dialetto

La pizzica non avrebbe lo stesso valore se non ci fosse il dialetto, linguaggio proprio dei borghi, della dimensione di paese, parlato ancora massivamente in ogni luogo del leccese. Un accento marcato e deciso che si declina in infiniti sotto-linguaggi. Per non parlare della Grecìa Salentina, un’isola linguistica composta da undici comuni nel cuore del Salento, accomunati dall’uso del griko, dialetto di derivazione ellenica che è patrimonio inestimabile della cultura e della tradizione locali.

Il Salento lontano dai riflettori: natura e tradizioni vere

Passata l’estate, il Salento cambia forma; più precisamente, si riappropria della sua parvenza più vera, lontano dalle logiche del turismo di massa e a tutto ciò che da esse scaturisce. I visitatori che per tre mesi hanno affollato ogni albergo, hotel, b&b con piscina Salento, da autunno in poi lasciano spazio a turisti orientati da passioni e interessi diversi, e la terra intorno si mostra in un modo differente, meno frenetico, meno passionale, più autentico.

Le masserie fortificate

Uno dei volani del Salento di oggi è rappresentato dalle masserie fortificate, che caratterizzano il territorio in lungo e in largo. Le vecchie residenze dei proprietari terrieri hanno dato vita a alimentano un business benefico per il Tacco d’Italia, rappresentato dai significativi investimenti dispiegati da benestanti stranieri, tedeschi e britannici in particolar modo. Il turismo green, quello basato sui prodotti a km zero e sul recupero di uno stile di vita più genuino e lontano dall’urbanizzazione più vorticosa, dimostra uno stato di salute invidiabile e trova in Salento un incubatore di progetti e di iniziative assolutamente eccezionale.

L’arte barocca

il Salento, e Lecce in particolare, attrae vacanzieri per dodici mesi l’anno anche grazie alle attrattive di carattere storico e artistico. Il barocco è il motore trainante della locomotiva delle arti leccesi, incarnato nelle meraviglie del centro storico di Lecce, la Basilica di Santa Croce, il Duomo, e poi la Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli o l’ex Convento degli Agostiniani a Melpignano. E ancora il mosaico pavimentale di Otranto, il faro di Leuca e l’eredità romana incarnata nel maestoso Anfiteatro che domina il cuore dello spazio adiacente Piazza Sant’Oronzo, a Lecce.

La dieta mediterranea

Il Salento si lascia scoprire anche tramite l’eccellenza della sua dieta mediterranea, che verte in massima parte su produzioni della terra, coltivate sul posto e distribuite in tutta la provincia: Ogni periodo dell’anno è scandito da frutta, verdura e ortaggi di stagione che sono esaltazione dei ritmi di un tempo, quando la giornata era cadenzata dall’orologio biologico della campagna. Ora la stessa dieta del posto non si è lasciata corrompere ed è diventata parte integrante di un’offerta turistica che ha i mezzi per vivere anche in inverno, quando i lidi balneari sono solo un ricordo o un desiderio procrastinato.

Scegliere per le proprie vacanze il Residence Leuca

Lo Scialabà, residence Leuca immerso nell’entroterra incontaminato del Salento più verde e verace, in località Torre Pali, è un’azienda a conduzione familiare, nata dalla volontà della famiglia Sciarca, di costruire un villaggio vacanze con tutti i comfort per ospiti e turisti. Il sogno, sembra essere divenuto realtà. Oggi, infatti, la struttura ricettiva è sempre più apprezzata e sono tantissimi i clienti, che accolti e coccolati come a casa propria, decidono di tornarci e di concedersi soggiorni completamente dedicati al sole, al mare, al benessere, al relax ed al buon cibo della Puglia.

Le unità abitative, con 20 diverse soluzioni, tra bilocali ed appartamenti, divisi in una palazzina tra piano terra e primo piano, si insediano lungo tutto il versante Est dello Scialabà, dove la vista sulle marine di Gallipoli, è davvero fantastica. A poca distanza dal nucleo, vi è il ristorante, aperto a pranzo e cena, sia per i residenti, che per il pubblico esterno, che garantisce ottimi piatti con un menù ricercato e variegato, che spazia dalle ricette tipiche della zona a proposte più gourmet ed elaborate.
Con la direzione de “Le Vie delle Secche”, inoltre, per non doversi preoccupare della cucina e di preparare da mangiare al rientro dalla spiaggia, è possibile sottoscrivere una convenzione per stabilire menù per tutta la famiglia, anche personalizzabili in base alle varie intolleranze alimentari.

Sarà premura degli chef preparare piatti, ad esempio, senza lattosio o senza glutine, su richiesta esplicita ed anticipata degli ospiti. Il residence a Leuca, è il giusto punto di riferimento per darsi alla scoperta di questo meraviglioso territorio, con le sue pajare, le sue grotte, i suoi borghi ed i suoi spazi verdi immensi. Dal villaggio, infatti, sono facilmente raggiungibili diversi siti e mete di interesse storico-architettonico e di svago e divertimento. Inoltre, tutti i servizi più importanti ed attività commerciali come negozi, pescherie, supermarket, farmacia e distributori di carburante, sono a portata di mano.

Offerte last minute Santa Maria di Leuca: prepara la tua vacanza

Preparare la propria vacanza in questo periodo può rivelarsi un’ottima soluzione, perché le offerte last minute Santa Maria di Leuca, di sicuro non mancano. Il Residence Scialabà infatti, mette a disposizione per ogni cliente la propria struttura offrendo servizi eccellenti a prezzi mai visti.

Il Residence collocato a Santa Maria di Leuca è molto comodo, perché, per chi vuole visitare più posti in un’unica vacanza, lo può fare: infatti la struttura, oltre ad essere vicina a moltissime altre piccole marine, dista 30 km circa da Gallipoli, 70 km circa da Lecce e 40 km circa da Otranto. Nei dintorni e in un raggio di pochi chilometri è possibile raggiungere mete turistiche balneari meravigliose, attrattive artistico-culturali, eventi musicali e sagre. La zona è ottimamente servita da ogni attività necessaria a garantire il benessere nel corso del soggiorno.

Per chi ama le vacanze all’insegna della rilassatezza e della pace, il Residence Scialabà gode di splendidi paesaggi mozzafiato, caratterizzati da lunghe distese di sabbia e parti di costa rocciosa. Per arrivare in spiaggia si può andare tranquillamente a piedi oppure in auto, ci si impiega soltanto cinque minuti.

Ecco i servizi offerti:

Ogni bilocale è di 50 mq suddiviso in: camera da letto, cucinino attrezzato, bagno con box doccia e asciugacapelli, lavatrice, posto auto, finestre munite di zanzariere, tavolo e sedie, veranda, aria condizionata.

Gli appartamenti invece distano soltanto 400 metri dalla spiaggia e ogni appartamento è caratterizzato da due stanze da letto, bagno con doccia e asciugacapelli, posto auto, cucinino attrezzato, finestre con zanzariere, tv, aria condizionata.

Naturalmente i prezzi variano a seconda del periodo che si vuole soggiornare e dal numero di persone che dovrebbero occupare l’immobile. Approfitta ora delle offerte last minute del residence a Santa Maria di Leuca, e di sicuro le agevolazioni che otterrai saranno più che soddisfacenti, per vivere una vacanza perfetta, al giusto prezzo.

La musica salentina per comprendere l’identità locale

Pizzica, reggae e commistioni: così la musica salentina esprime l’essenza del luogo che la genera.

Capire l’identità salentina significa, in un certo modo, anche conoscerne il suo patrimonio musicale, che tanto esprime sulla realtà del luogo. Pizzica e balli sfrenati, certo, ma non solo. Se hai prenotato un b&b con piscina in Salento e ti accingi a partire, preparati anche a scoprire le sue sonorità, perché diventeranno la colonna sonora della tua vacanza.

La pizzica

Incarnazione intensa dei costumi salentini è certamente il patrimonio musicale che esso genera. Ovviamente, parlare di musica salentina è parlare di pizzica. Si tratta di un genere che non si lascia comprendere al primo ascolto: sonorità stridenti e sincopate, ritmiche e lenie ripetitive, musiche incalzanti possono persino stressare l’orecchio dello spettatore. Una volta compresa la sua poetica, però, sarà facile lasciarsi trasportare.

Occorre sempre tenere a mente ciò che la pizzica rappresenta per i salentini: figlia di un retaggio fatto di chiusura mentale e deprivazione sensoriale, la pizzica è produzione più sconcertante e violenta di quella poetica del dolore che poneva la donna un gradino al di sotto dell’uomo, come suo avere, al pari di un fazzoletto di terra e dei prodotti che da esso scaturivano. Imbavagliamento delle passioni, mortificazioni del corpo e paura di incorrere nella pubblica disapprovazione erano gli argini di una vita in catene.

La pizzica, sfrenata nelle sue movenze e angosciante nel suono, era atto di liberazione per le donne di campagna che, come racconta il mito, venivano morse dal ragno nelle piantagioni di tabacco, e liberavano la propria istintualità in un atto coreutico di armonizzazione con l’insetto e con tutto ciò che esso rappresenta.

Il reggae

Il Salento è definito “la Giamaica d’Italia”. E di certo, la denominazione non è casuale. Il sodalizio fra il Salento e il genere che fu di Bob Marley ha radici che si annodano nei primissimi anni ‘90, in coda alle sperimentazioni che il collettivo bolognese dell’Isola Posse aveva promosso ed elaborato in quegli anni. Membri di quel collettivo erano anche Treble e Don Rico, membri che costituirono il gruppo salentino dei Sud Sound System. Da lì sono nati negli anni gruppi e artisti cresciuti a pane e roots, che hanno dato seguito e consolidato il binomio Salento-Giamaica.

Le commistioni di sonorità e linguaggi

Dal legame stretto tra le due anime musicali, reggae e pizzica, è nato un genere che è riconducibile esclusivamente all’identità salentina: il tarantamuffin. Temi e testi della tradizione popolare sii mescolano alle andature giamaicane, il dialetto si armonizza con i violini e le ritmiche caraibiche alle fisarmoniche. Un genere limitato, ma apprezzato e sviluppatosi in infiniti filoni, dalla tecnopizzica alla pizzica in dub, il tutto con ‘Beddha Carusa’, pezzo dei Sud Sound System e dei Mascaramirì, a fare da manifesto costitutivo.