Visitare la Puglia: 5 mete da non perdere

La Puglia sta diventando via via meta turistica per eccellenza, grazie alle sue spiagge mozzafiato e città incantevoli. Chiunque desideri visitarla, ha sicuramente un itinerario specifico da seguire, soprattutto se ha voglia di catturare la vera essenza di questa regione, definita il Tacco d’Italia.

Ma quali sono le mete esclusive da non perdere? Leggete questa guida e lo scoprirete.

1. Ostuni

Definita la Città Bianca, Ostuni è la meta ideale per chi vuole passeggiare nei suoi bellissimi vicoli in sella ad una bici. La cittadina che conta circa 32.000 abitanti, è perfetta per chi desidera rilassarsi e scoprire le bellezze del posto. Consigliamo di visitarla per più giorni, magari affittando una camera in uno splendido b&b a Ostuni, per carpire la vera essenza e i posti magnifici della città.

2. Gallipoli

La cittadina della movida dal mare cristallino. Gallipoli è la meta per eccellenza per chi vuole divertirsi e assaporare un po’ di cultura. Di giorno, ci si può rilassare passeggiando per il centro storico ricco d’arte e fascino, mentre di notte, via ai balli in discoteca e locali ad alta moda.

3. Alberobello

Se non siete mai riusciti a vedere i trulli dal vivo, è ora di farlo! Alberobello è una delle cittadine più famose e visitate d’Italia, grazie ai splendidi trulli che la costeggiano, che delineano la vera anima della Puglia. I trulli, spesso ospitano negozi caratteristici e possono essere visitati al loro interno. Tappa obbligatoria: il Trullo Sovrano, che accoglie al suo interno uno dei musei più storici della città.

4. Lecce

È il cuore del Salento, ricca di fascino e storia. Lecce, la città, simbolo del Barocco per eccellenza, pullula di bellezze architettoniche tutte da visitare ed ammirare. Fondamentale è fermarsi presso qualche ristorantino tipico, ad assaggiare i caratteristici “rustici” e “pasticciotti”.

5. Otranto

Definita la Perla del Salento, Otranto è il luogo ideale per chi ha voglia di fare qualche tuffo in una località storica e senza tempo. Il suo centro storico è stato inserito nella lista esclusiva dei Borghi più belli d’Italia, ed è luogo di turismo sia per giovani che per famiglie. Il nostro consiglio è quello di permanere più di un giorno per poter visitare anche il i paesi limitrofi, ugualmente incantevoli e suggestivi.

Viaggio nel Basso Salento: vacanza fuori dagli schemi

Il Basso Salento presenta peculiarità proprie che lo rendono diverso da qualunque altro contesto e che si distacca persino dalle caratterizzazione della parte alta della provincia di Lecce. case vacanze Torre Pali, b&b a Marina di Salve, hotel a Tricase registrano da anni una crescita sostanziale delle presenze, i turisti hanno compreso le potenzialità di località uniche e meritevoli di essere scoperte in tutto il loro splendore.

Dove l’Adriatico bacia lo Ionio

Santa Maria di Leuca, vertice basso della Puglia: un faro sormonta il tacco del Tacco e fa da baluardo ultimo dell’Occidente, dall’altra parte comincia l’Africa e i Balcani dall’altra parte. Lì, dove l’orizzonte non ha più terre da mostrare, avviene l’incredibile incontro tra le acque del Mare Adriatico e quelle dello Ionio. Le correnti di toccano senza attraversarsi e scolpiscono una trasversale che taglia l’acqua a metà, perdendosi fin dove l’occhio umano è in grado di scrutare.

Dolmen e menhir

Il Salento accoglie un’abbondanza di megaliti, tracce primarie di un passato antichissimo e testimonianza delle prime popolazioni di Messapi che, oltre 30 mila anni fa, crearono piccoli insediamenti lungo il lembo finale della penisola salentina. La città di Giurdignano conta, da sola, una decina di menhir mentre a Martano, cuore della Grecìa Salentina, si eleva uno dei menhir più alti d’Europa, di quasi 5 metri, il menhir di Santu Totaru. Reperti ricchi di significati, molti dei quali presentano una croce incisa sulla pietra a documentare il processo di cristianizzazione che interessò il Salento durante la Controriforma cattolica.

E poi i dolmen e le pajare, costruzioni a secco che caratterizzano le campagne salentine e le accendono del bianco della sua pietra calcarea.

Folclore

Il folclore del Salento è un capitolo sterminato. Nella provincia di Lecce, la tradizione non è solo parte dei costumi e delle abitudini della cittadinanza ma orienta ogni decisione e ogni pensiero. Essere salentini significa sentirsi parte di una dimensione che non è regione, non è stato ma ciò nonostante ha una propria giurisdizione e una propria lingua. Il folclore della pizzica pizzica, canto di dolore e di catarsi contro le frustrazioni della vita di campagna e la povertà; la tradizione del cibo, che riflette un retaggio retrogrado figlio dell’abbandono istituzionale; le consuetudini del dialetto, che resta oggi la prima lingua utilizzata in paese e che è manifesto di appartenenza a una fede. Il folclore del Salento si percepisce nell’aria, è il filo conduttore di un territorio che non può essere spiegato ma solo vissuto.

Ostuni, Otranto, Specchia: incantevoli borghi di Salento

Il Salento è la meta di riferimento principale dell’estate Made in italy. Negli ultimi dieci anni, il Tacco d’Italia è stato protagonista di un vero e proprio boom che lo ha consacrato come destinazione preferita dai giovani ma sempre più apprezzata anche da target differenti e variegati per età e interessi. Accanto alle attrattive del mare, però, il Salento offre tantissimo altro; un esempio è fornito da borghi incantevoli e capace di sedurre al primo sguardo, che si perdono in una storia unica e nelle suggestioni della pietra.

Ostuni

Ostuni sorge ai piedi della Valle d’Itria e si pone come ideale ultimo baluardo del confine nord del Salento. Il borgo della città, posto oltre 200 metri sopra il livello del mare, è considerato tra i più caratteristici d’Italia per via del profilo bianco che lo caratterizza. Case, palazzi, negozi del cuore ostunese sono coperti di calce, un artificio che gli abitanti utilizzano da secoli per favorire il rifrangersi dei raggi del sole nel dedalo di vie strette che caratterizzano il centro storico. Ogni b&b Ostuni lavora a pieno regime in estate e inverno e il turismo ostunese ha saputo svincolarsi dalla dipendenza dalla stagione estiva. La città bianca, così è definita Ostuni, brilla di luce propria.

Otranto

Otranto sorge sulla costa adriatica nel cuore della penisola salentina ed è una delle mete di riferimento del tacco. Il borgo conta appena 5.000 abitanti ed è stato inserito nell’elenco ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) dei borghi più belli d’Italia. Il centro storico idruntino è cinto da mura antiche e da una porta, attraverso la quale si accede alle parte vecchia. Lì la città si innalza fino alle mura del castello, posto a strapiombo sul mare d’Otranto e gli anfratti angusti del posto disegnano un tracciato incantevole. All’interno della cattedrale di Otranto sorge anche il più grande e misterioso mosaico pavimentale d’Europa, il cui significato autentico resta ancora oggi criptico e inaccessibile.

Specchia

Specchia è un comune che non supera 6.000 abitanti e, anch’esso, fa parte dell’elenco ANCI dei borghi più belli d’Italia. All’interno del centro del borgo, chiuso al traffico e recintato da rampe di scale, è possibile godere di un vero e proprio manifesto spontaneo delle arti e delle correnti tipiche dei secoli XVI – XVII. Chiese, palazzi, edifici militari si susseguono nel tessuto urbano con disarmante ricorsività, in una dimensione estetica preservata nella sua interezza e autenticità da quasi mezzo millennio.

Guida al viaggio di nozze perfetto

Difficilmente si rinuncia al viaggio di nozze, basilare per la buona riuscita finale del proprio matrimonio e, questo, per una serie di motivi: uno tra i più importanti, è proprio quello del viggio in sé, come uno tra i più importanti della vita di una coppia che ha appena coronato il proprio sogno d’amore. Esistono tempistiche diverse per effettuare i viaggi di nozze, infatti, ci sono coppie che decidono d’intraprendere partenze per una sola settimana, quindi per un breve periodo, ed altre, invece, che optano per viaggi più lunghi e duraturi; in entrambi i casi, l’organizzazione è un aspetto essenziale per la buona riuscita del viaggio di nozze.

Vediamo in questa guida come organizzare un viaggio di nozze perfetto

Se avete intenzione di realizzare un viaggio di nozze a regola d’arte, dovreste realizzare un piccolo planner e iniziare a definire tutti i dettagli, almeno sei mesi prima; se, invece, non volete affidarvi alla vostra totale autonomia, potreste sempre optare per un’agenzia viaggi. In entrambi i casi, comunque, ci sono degli aspetti positivi: in totale autonomia, risparmierete sicuramente sui costi di una probabile agenzia viaggi che potrebbe definire il vostro itinerario, mentre, rivolgendovi ad un’agenzia vacanze, questa potrebbe semplificarvi il lavoro, definendo costi di pernottamento, vitto, trasporti, prenotazioni, richiesta di visti ed altre spese, per la buona riuscita del viaggio. Inoltre, un’agenzia viaggi è in grado, anche, di realizzare la cosiddetta “lista viaggio”.

Una “lista viaggio” è molto simile alla lista nozze e, recentemente, sta prendendo piede come degna sostituta di quest’ultima: non è altro che un piccolo fondo d’investimento in cui gli invitati, i parenti e gli amici, possono versare una quota partecipativa per il finanziamento del viaggio di nozze.

Altro aspetto molto importante nell’organizzazione di un viaggio di nozze perfetto, è la ricerca di un fotografo per matrimonio, che ha il compito fondamentale di immortalare su carta fotografica i momenti più significativi, divertenti e commoventi della propria luna di miele, tanto da rimanere indelebili nella storia della coppia di neo sposi.
A riguardo, invece, della destinazione del viaggio di nozze, non c’è che l’imbarazzo della scelta; infatti, esistono una moltitudine di mete di viaggio, adatte proprio ad ogni esigenza personale ed economica. Basta solo scegliere e partire!

Esistono, infatti, viaggi di ogni genere: viaggi di gruppo, viaggi in coppia, viaggi fly e drink, viaggi alla scoperta della natura selvaggia, viaggi on the road, viaggi free style, viaggi nel mondo enogastronomico, religioso, low budget e ovviamente, viaggi dedicati alla commemorazione di un momento così importante, come la luna di miele!

Il vino, la pizzica, il dialetto: l’identità salentina

Il Salento non è solo una regione geografica ma fa riferimento a un territorio che si distingue da quelli limitrofi per cultura, linguaggio, tradizioni, cucina. Ci sono alcuni elementi che sono propri della sola provincia di Lecce e poco oltre e che fanno sì che il Salento si configuri come terra sui generis.

Chiunque abbia trascorso una vacanza a Lecce, soggiornato in case vacanze nel Salento, esplorato il Tacco, ha potuto constatare come la provincia abbia un codice proprio e simboli che fanno parte di un immaginario non condiviso con nessun altro che non sia la stessa comunità locale.

Il vino

Il vino, in Salento, è parte integrante della quotidianità. Il Primitivo, tipico di Manduria, accomuna i leccesi ai tarantini ma i primi ne prendono le distanze nella produzione di Negroamaro e Amabile, uvaggi del posto e che sono chiari tratti di appartenenza leccese. Intorno al vino si celebra il culto della tavola, del mangiare sano e della sacralità dei ritmi quotidiani, secondo un retaggio contadino che vive sottopelle, palpabile, ancora oggi.

La pizzica

La pizzica, la musica tipica salentina, è forse il marchio identitario più forte, intenso e riconosciuto. Le danze forsennate, le ritmiche incalzanti che si susseguono per le strade, l’uso del tamburello, della fisarmonica, delle nacchere, il tutto combinato in un prodotto artistico unico, che contamina altri generi e finisce nelle discoteche, nelle dance hall, accomuna giovani e meno giovani, racconta il passato attraverso nuove forme di espressione, tra evocazione di ieri e fotografia di oggi.

Il dialetto

La pizzica non avrebbe lo stesso valore se non ci fosse il dialetto, linguaggio proprio dei borghi, della dimensione di paese, parlato ancora massivamente in ogni luogo del leccese. Un accento marcato e deciso che si declina in infiniti sotto-linguaggi. Per non parlare della Grecìa Salentina, un’isola linguistica composta da undici comuni nel cuore del Salento, accomunati dall’uso del griko, dialetto di derivazione ellenica che è patrimonio inestimabile della cultura e della tradizione locali.

Il Salento lontano dai riflettori: natura e tradizioni vere

Passata l’estate, il Salento cambia forma; più precisamente, si riappropria della sua parvenza più vera, lontano dalle logiche del turismo di massa e a tutto ciò che da esse scaturisce. I visitatori che per tre mesi hanno affollato ogni albergo, hotel, b&b con piscina Salento, da autunno in poi lasciano spazio a turisti orientati da passioni e interessi diversi, e la terra intorno si mostra in un modo differente, meno frenetico, meno passionale, più autentico.

Le masserie fortificate

Uno dei volani del Salento di oggi è rappresentato dalle masserie fortificate, che caratterizzano il territorio in lungo e in largo. Le vecchie residenze dei proprietari terrieri hanno dato vita a alimentano un business benefico per il Tacco d’Italia, rappresentato dai significativi investimenti dispiegati da benestanti stranieri, tedeschi e britannici in particolar modo. Il turismo green, quello basato sui prodotti a km zero e sul recupero di uno stile di vita più genuino e lontano dall’urbanizzazione più vorticosa, dimostra uno stato di salute invidiabile e trova in Salento un incubatore di progetti e di iniziative assolutamente eccezionale.

L’arte barocca

il Salento, e Lecce in particolare, attrae vacanzieri per dodici mesi l’anno anche grazie alle attrattive di carattere storico e artistico. Il barocco è il motore trainante della locomotiva delle arti leccesi, incarnato nelle meraviglie del centro storico di Lecce, la Basilica di Santa Croce, il Duomo, e poi la Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli o l’ex Convento degli Agostiniani a Melpignano. E ancora il mosaico pavimentale di Otranto, il faro di Leuca e l’eredità romana incarnata nel maestoso Anfiteatro che domina il cuore dello spazio adiacente Piazza Sant’Oronzo, a Lecce.

La dieta mediterranea

Il Salento si lascia scoprire anche tramite l’eccellenza della sua dieta mediterranea, che verte in massima parte su produzioni della terra, coltivate sul posto e distribuite in tutta la provincia: Ogni periodo dell’anno è scandito da frutta, verdura e ortaggi di stagione che sono esaltazione dei ritmi di un tempo, quando la giornata era cadenzata dall’orologio biologico della campagna. Ora la stessa dieta del posto non si è lasciata corrompere ed è diventata parte integrante di un’offerta turistica che ha i mezzi per vivere anche in inverno, quando i lidi balneari sono solo un ricordo o un desiderio procrastinato.