3 sostanze che creano più dipendenza in assoluto

Conoscere per educare. Sapere quali sono le sostanze più pericolose e che al contempo creano più dipendenza è importantissimo per starne alla larga ed evitare rischi enormi per la nostra salute sia fisica che mentale. Molto spesso, infatti, quando si è giovani si tende ad entrare in contatto con una serie di sostanze, un po’ per fare gruppo, un po’ per il gusto del proibito. Ciò che non si sa è che però molto spesso ognuna di queste può portarci ad una pericolosa e dannosissima dipendenza, da cui è difficile poi sfuggire.
Ebbene, ma quali sono questi composti di cui stiamo parlando? Eccone di seguito alcuni.

1. Alcool

Quante volte vi sarà capitato di andare a bere una birra o un bicchiere di vino in un wine bar? Probabilmente tante. Ebbene, farlo per poche volte non fa male, ma superare un certo limite può portare ad una preoccupante dipendenza. Le bevande definite alcoliche contengono una sostanza chiamata alcool etilico, che una volta ingerita viene assorbita nello stomaco e nell’intestino tenue. Il 90% di questo viene espulso tramite sudorazione, urine, mentre la restante parte viene metabolizzata nel fegato. Se assunto di frequente e in grandi quantità può provocare una seria dipendenza che si manifesta già dopo 8 ore l’ultima assunzione.

2. Nicotina

La nicotina è una sostanza altamente tossica e cancerogena presente nelle sigarette. Se assunta in piccole dosi provoca il rilascio della dopamina, un ormone che stimola il benessere ed il rilassamento, ma se assunta spesso può provocare dipendenza. Questa sostanza è altamente pericolosa sia per il fumatore che per chi subisce fumo passivo: può provocare seri danni alle vie respiratorie e malattie molto gravi come tumori. A causa della stimolazione degli ormoni del benessere, liberarsi dalla dipendenza della nicotina è molto difficile. Subentra sempre una crisi d’astinenza di cui il picco è manifestato dopo 48 ore dall’ultima sigaretta. I sintomi sono aggressività, tremori, sensazioni di panico, debolezza. Tuttavia, buttarsi alle spalle questo problema è possibile grazie a diversi prodotti per smettere di fumare.

3. Cocaina

Un’altra sostanza pericolosissima è la cocaina, che agisce sia sul fattore psichico che fisico dell’uomo. L’assunzione può avvenire sia per via endovenosa, che tramite aspirazione che masticazione. Gli effetti sono immediati: si ha euforia, fatica ad addormentarsi, distorsione cognitiva della realtà e aumento delle percezioni. A lungo termine, da un punto di vista cognitivo può portare alla depressione, paranoia e insonnia mentre da un punto di vista fisico si corre il rischio di incorrere in trombosi, infarti e ipertensione arteriosa.

ECM 2014-16 e 2017-19: crediti, obblighi e diritti

Educazione Continua in Medicina (ECM) fa riferimento a un piano di attività di formazione e aggiornamento rivolto a tutti i professionisti dell’ambito sanità. I tecnici ospedalieri, non solo medici ma anche infermieri, veterinari, psicologi, ecc., sono tenuti, per legge, ad ossequiare all’obbligo di mantenere le proprie conoscenze sempre aggiornate dal punto di vista teorico, pratico e della comunicazione, secondo quanto previsto ai sensi dell’art.16-ter, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1999.

La normativa è stata perfezionata nel corso degli anni e integrata dalla sentenza del TAR n. 14062 del 18 novembre 2004. La Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 ha sancito il passaggio di responsabilità relativa alle attività ECM dal Ministero della Salute all’ente Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. L’ente collabora con il Ministero della Salute per la redazione di un piano triennale che stabilisce gli obblighi di aggiornamento e formazione cui i professionisti devono, in autonomia, ossequiare.

In relazione al piano 2014-16, è stato stabilito che i professionisti medici debbano maturare un totale di 150 crediti, di cui un minimo di 25 e un massimo di 75 ogni anno. Sono previste riduzioni per i tecnici che hanno già preso parte ad attività formative nel triennio precedente, in particolare:

  • Un fabbisogno di 135 crediti anziché 150 per il personale che ha maturato nello scorso ciclo un numero di crediti compreso tra i 30 e i 50;
  • Un fabbisogno di 120 crediti formativi per i professionisti che, nello scorso triennio, hanno ottenuto tra i 51 e i 100 crediti;
  • Un fabbisogno di 105 crediti per i tecnici che, nell’ultima tornata, hanno già raggiunto un numero di crediti compreso fra 101 e 150.

In relazione al triennio 2017-19 sono previsti gli stessi obblighi e i medesimi diritti.

I corsi di formazione e aggiornamento sono organizzati da enti che hanno ottenuto l’accreditamento istituzionale e sono stati riconosciuti come provider ECM, autorizzati ad esercitare la funzione dal Ministero della Sanità.

Gestire un blog aziendale in ambito sanitario

In seno agli sviluppi relativi al marketing sanitario, si è assistito negli ultimi anni a una crescita esponenziale di investimenti, da parte di strutture private, nel settore medico. Società che si occupano di consulenza aziende sanitarie hanno visto crescere significativamente la propria importanza, in concomitanza con il mutamento che ha interessato il comparto medico, divenuto sempre più una realtà di natura merceologica, che obbedisce alla logica del business.

La comunicazione come aspetto primario

Le società sanitarie sono, a tutti gli effetti, enti che si prefiggono l’obiettivo del fatturato e che, in quanto tali, non possono svincolarsi dalle logiche di marketing. La comunicazione sanitaria ha subito una altro e tanto significativa trasformazione, diventando aspetto prioritario. Le imprese hanno saputo rispondere prontamente attraverso lo sviluppo di siti web user friendly, curando il linguaggio in modo da renderlo più comprensibili a un pubblico vasto e di difficile inquadramento, articolando un set di strumenti utili a raggiungere ogni tipologia di pubblico, dalle newsletter alle pagine social.

Un mezzo di comunicazione dalle significative potenzialità è il blog aziendale, canale preferenziale per le società che puntano a proporsi come enti autorevoli, esperti ma, al contempo, vicini alle esigenze e alle capacità di comprensione di cittadini comuni.

Gestire un blog in ambito sanitario

Un blog si plasma sulla base delle tematiche che tratta e alla tipologia di lettori che fruiscono dei contenuti proposti. Nel caso dei servizi sanitari, però, la vera difficoltà sta proprio nell’identificazione di un pubblico di riferimento: la sanità è un ambito che interessa tutti, senza distinzioni relative ad età, sesso, livello di istruzione. Per tale ragione, gestire un blog di settore richiede un approcci del tutto originale e che segue una logica che è tutta propria.

La scelta del linguaggio

Aspetto principale è quello del linguaggio da adottare: uno stile troppo tecnico rischia di apparire poco comprensibile ai più e scoraggiare i lettori; viceversa, configurare una prosa troppo confidenziale può rivelarsi un boomerang e presentare l’azienda come scarsamente professionale.

L’equilibrio delicato va ricercato in uno stile che cerchi la chiarezza e la completezza delle informazioni attraverso un’impronta professionale ma non eccessivamente tecnica Spiegare i dettagli delle terminologie e strutturare uno schema di intralinking adeguato sono due risorse a disposizione dei web editori che curano il blog. Il gergo tecnico non va rigettato ma inserito in un contesto narrativo accessibile, ponendosi l’ambizioso obiettivo di educare il lettore.