Stampante inkjet o laser: come scegliere la più adatta

Il settore stampanti si suddivide in due categorie, a seconda della tecnologia utilizzata dal dispositivo: le stampanti laser – o LED – e quelle a getto d’inchiostro – o inkjet. Quali sono le differenze tra le due tecnologie e quale preferire?

Toner o cartucce?

La principale differenza è data dal tipo di serbatoio utilizzato per gli inchiostri: le inkjet si servono delle cartucce mentre le laser del toner. Le prime hanno una durata inferiore delle seconde, a fronte però di un prezzo di mercato significativamente più basso. Il mercato offre comunque una serie di alternative a buon mercato, come i toner e le cartucce compatibili, commercializzati da aziende esterne a quelle ufficiali e che si integrano a più modelli di stampa della stessa marca (mentre le componenti originali sono sviluppate appositamente per uno specifico modello di stampante).

Qualità di stampa

Le stampanti laser offrono prestazioni ottimali una volta raggiunta la temperatura ideale, sono più precise nel tratto e molto più rapide nell’esecuzione. Le getto d’inchiostro, invece, sono molto più versatili, eseguono stampe di pari qualità su ogni tipologia di carta per testi, immagini e foto, a differenza delle laser che non dimostrano la stessa adattabilità. Le inkjet funzionano allo stesso modo per tutta la durata della stampa e non necessitano di riscaldarsi prima di raggiungere il pieno regime.

Multifunzione

Sia le stampanti a LED e sia le inkjet possono essere integrate in macchinari multifunzione che offrono anche la tecnologia dello scanner e, solitamente, di fotocopiatrice. La tecnologia è inserita di serie in quasi tutti i dispositivi a getto d’inchiostro mentre le multiuso a laser hanno un costo di mercato più alto rispetto alle versioni per la sola stampa.

In conclusione

Di solito, si ritiene la stampante laser la soluzione più adatta alle realtà d’ufficio, in aziende e, in generale, ove si richiede un ampio uso di materiali e documenti stampati, soprattutto per supporti testuali. Invece le stampanti a getto d’inchiostro si configurano come la soluzione domestica più indicata, per questioni sia di utilizzo e sia di costi, in riferimento alla stampante stessa e alle ricariche.

Il vino, la pizzica, il dialetto: l’identità salentina

Il Salento non è solo una regione geografica ma fa riferimento a un territorio che si distingue da quelli limitrofi per cultura, linguaggio, tradizioni, cucina. Ci sono alcuni elementi che sono propri della sola provincia di Lecce e poco oltre e che fanno sì che il Salento si configuri come terra sui generis.

Chiunque abbia trascorso una vacanza a Lecce, soggiornato in case vacanze nel Salento, esplorato il Tacco, ha potuto constatare come la provincia abbia un codice proprio e simboli che fanno parte di un immaginario non condiviso con nessun altro che non sia la stessa comunità locale.

Il vino

Il vino, in Salento, è parte integrante della quotidianità. Il Primitivo, tipico di Manduria, accomuna i leccesi ai tarantini ma i primi ne prendono le distanze nella produzione di Negroamaro e Amabile, uvaggi del posto e che sono chiari tratti di appartenenza leccese. Intorno al vino si celebra il culto della tavola, del mangiare sano e della sacralità dei ritmi quotidiani, secondo un retaggio contadino che vive sottopelle, palpabile, ancora oggi.

La pizzica

La pizzica, la musica tipica salentina, è forse il marchio identitario più forte, intenso e riconosciuto. Le danze forsennate, le ritmiche incalzanti che si susseguono per le strade, l’uso del tamburello, della fisarmonica, delle nacchere, il tutto combinato in un prodotto artistico unico, che contamina altri generi e finisce nelle discoteche, nelle dance hall, accomuna giovani e meno giovani, racconta il passato attraverso nuove forme di espressione, tra evocazione di ieri e fotografia di oggi.

Il dialetto

La pizzica non avrebbe lo stesso valore se non ci fosse il dialetto, linguaggio proprio dei borghi, della dimensione di paese, parlato ancora massivamente in ogni luogo del leccese. Un accento marcato e deciso che si declina in infiniti sotto-linguaggi. Per non parlare della Grecìa Salentina, un’isola linguistica composta da undici comuni nel cuore del Salento, accomunati dall’uso del griko, dialetto di derivazione ellenica che è patrimonio inestimabile della cultura e della tradizione locali.

Cos’è l’olio extravergine di oliva e cosa lo rende unico

L’olio extravergine di oliva pugliese, toscano, calabrese e siciliano (e non solo) sono esportati in tutto il mondo e rappresentano il 23% delle esportazioni globali. L’Italia è terzo produttore al mondo di olio di oliva dopo Spagna e Grecia e secondo esportatore dopo lo stato iberico. Il Made in Italy del comparto agroalimentare si afferma come eccellenza da sempre e, nel segmento degli oli, l’extravergine si configura come prodotto di punta per qualità e volumi di mercato. Ma cos’è, esattamente, l’olio extravergine di oliva?

I parametri UE

Perché un olio possa essere commercializzato con la dicitura extravergine, deve rispettare i specifici parametri varati dall’Unione Europea per tutelare la produzione e la preservazione delle sue peculiarità organolettiche. In particolare, un olio extravergine di oliva deve presentare un tasso di acidità non superiore allo 0,8% e deve essere ottenuto dalla prima spremitura di olive che vengono estratte mediante il procedimento di separazione meccanica a freddo, con temperature inferiori ai 28 gradi centigradi. Tali parametri, indicati tramite Regolamento CEE n. 2568/91 e successivi aggiornamenti, sono necessari a tutelare le caratteristiche del prodotto, riconosciuto come alimento principale della dieta mediterranea, a sua volta indicata come il regime alimentare più indicato a garantire il benessere e la longevità delle popolazioni.

Gli effetti benefici dell’extravergine di oliva

L’olio extravergine di oliva garantisce effetti benefici sull’organismo, comprovati negli anni e avvalorati da studi specifici di settore. Esso svolge una funzione preventiva per ciò che riguarda disturbi di natura cardiocircolatoria, favorisce la circolazione sanguigna e abbatte di un terzo il rischio di infarto; l’extravergine previene ictus e svolge anche una funzione di protezione da alcuni tipi di tumore, in particolare quello al seno. Negli ultimi anni è stata dimostrata anche una correlazione tra aumento delle capacità mnemoniche e consumo di olio extravergine di oliva, soprattutto su bambini e anziani. L’alimento abbassa anche il rischio di diabete e di depressione e facilita la regolazione dei processi digestivi, prevenendo la comparsa di patologie di natura gastrica.

SEO e digital PR: come coinvolgere gli influencer

Da quando, ormai diversi anni fa, si è iniziato a parlare di link earning e di morte della link building alla vecchia maniera, le attività svolte da ogni tradizionale agenzia SEO Milano, Roma, ecc. sono andate sempre più integrandosi con quelle di digital Pr, in un’ottica che pone la qualità dei contenuti e la capacità di comprendere le esigenze del cliente al primo posto tra le preoccupazioni del web master. Il lancio di Google Penguin e l’implementazione di Colibrì (hummingbird) hanno dato ulteriore impulso a una tesi, per altro, ribadita dagli stessi vertici di Mountain View.

Coinvolgere gli influencer

L’obiettivo, oggi, è quello di costruire una link profile naturale, autorevole e disomogenea attraverso collegamenti spontanei che i fruitori del web concedono e conquistati grazie all’efficacia della propria produzione online. Ovviamente, ciò sarebbe possibile solo in un mondo con gli unicorni e, inevitabilmente, anche le migliori strategie di editing necessitano di una ‘spintarella’, attraverso lucide strategie di digital Pr. Tra le soluzioni più efficaci per dare spazio ai propri contenuti vi è certamente il coinvolgimento degli influencer, personaggi che godono di una certa credibilità e di un vasto seguito presso un determinato target, capaci di fare da moltiplicatori di impressioni, visite e attenzioni. Ma come si fa a convincere un influencer a collaborare?

Individuare e conoscere gli influencer

Ovviamente, il primo passo sta nell’individuare gli influencer che fanno al caso proprio. Essi devono essere personaggi con un ampio stuolo di follower sul web e che sono riconosciuti come credibili e competenti per un determinato settore di competenza (inutile specificare che occorre individuare le personalità affini al vostro campo di azione). Ma non basta stilare un elenco, occorre imparare a conoscerli, capire come comunicano, a chi si rivolgono, comprendere se ci sono punti di vista in comune e in che modo ciò può rappresentare un vantaggio per noi; seguirli sui loro canali, iscriversi alle loro newsletter, magari farsi vedere partecipativi con link e commenti.

Come convincerli

A questo punto si può passare alla fase del contatto. Ovviamente, dall’altra parte si aspetteranno di ricevere un’offerta congrua ai loro servizi. Di certo, il caro e vecchio pagamento in denaro è un argomento sempre valido, ma non l’unico! Se siete in grado di stuzzicare la curiosità dell’influencer, proporgli un contenuto di valore e che possa alimentare movimenti sui suoi canali o che mostri un punto di vista nuovo o, ancora, che abbia un reale valore giornalistico, l’influencer sarà ben felice di darvi spazio. L’importante è giocarsela al meglio: non dovete dare l’idea che state cercando un favore bensì credere nel vostro lavoro, con la piena intenzione di non svendere la propria professionalità.

Nuove proposte Liu Jo: pantaloni, jeans e gonne

I ritmi frenetici odierni richiedono alle donne di essere sempre pronte ad affrontare ogni evenienza della giornata e per questo spesso avere dei pantaloni in grado di garantire comodità ed eleganza è fondamentale. A tal proposito Liu Jo nella sua nuova collezione ha realizzato modelli di jeans e pantaloni che coniugano il giusto mix fra le due esigenze prima citate, rendendoli dunque ideali per essere indossati sia al lavoro che nel tempo libero, ma non ha tralasciato l’eleganza necessaria per le serate importanti, con gonne e altri indumenti unici.

I nuovi pantaloni Liu Jo

Le novità in materia di pantaloni sono diverse ed effervescenti, potendo da partire dai modelli “Japan glam” che prevedono delle fantasie floreali multi colore su una base nera, questi risultano estremamente morbidi al contatto e dunque comodi, ma in grado di mantenere una certa eleganza, anche perchè facilmente abbinabili con i classici tacchi.

Gli altri modelli che riprendono le fantasie floreali sono il “Damask” e il “Lady Flower”, sicuramente giovanili e che saltano all’occhio, mentre per i modelli più classici, ma dalla sicura eleganza, si segnalano il pantalone “Gingerly”, monocolore ed attillato, e modelli simili per caratteristiche come il “Sigaretta” e il “Magnetic”. Inoltre non mancano i modelli più comodi perchè più larghi, come ad esempio i pantaloni a zampa o il “Cropped pant”.

I nuovi jeans Liu Jo

Anche i jeans ricoprono un ruolo determinante nell’armadio di ogni donna, per questo Liu Jo propone modelli per tutti i gusti grazie a Denim, che regala modelli classici e aderenti, grazie al fatto che scivolano in maniera dritta e precisa, accarezzando le gambe ed esaltando le forme, inoltre si contraddistinguono per la presenza di 5 tasche e per avere una vestibilità a vita alta.

Un altro modello interessante è lo “Skinny”, che è dotato di una vita più regolare e di numerose tasche zip, qui oltre all’aderenza del jeans è presente una sorprendente morbidezza e quindi una marcata comodità per chi li indossa. Per chi desidera modelli più sbarazzini vanno sottolineati il “Bottom up ricamato“, che regala un tocco particolare al jeans grazie a stampe fantasiose e il “Bottom up Noble”, che dispone di buchi alla moda.

Le nuove gonne Liu Jo

Le nuove gonne proposte da Liu Jo hanno la peculiarità di essere sexy e avvitate, quindi idonee ad esaltare un fisico snello, ma anche eleganti e semplici. Fra le proposte interessanti c’è sicuramente la gonna di pelle, morbida e dotata di una chiusura a zip, essa è in grado di donare il giusto mix di seduzione ed eleganza, inoltre risulta facilmente abbinabile sia con le maglie che con i top corti.

Un altro modello interessante è la gonna a ruota, che si caratterizza per la presenza di seducenti stampe floreali e uno stile decisamente più sbarazzino e ricco di colori, ma anche in alcuni casi per avere stampe molto più piccole e ripetute in grado di creare un effetto quasi psichedelico. Infine, si segnalano le gonne a tubino, sempre in auge e che mediante gli abbinamenti con maglie adeguate riescono a dare l’idea di un abito completo.

Fonte: iDressMap.it

ECM 2014-16 e 2017-19: crediti, obblighi e diritti

Educazione Continua in Medicina (ECM) fa riferimento a un piano di attività di formazione e aggiornamento rivolto a tutti i professionisti dell’ambito sanità. I tecnici ospedalieri, non solo medici ma anche infermieri, veterinari, psicologi, ecc., sono tenuti, per legge, ad ossequiare all’obbligo di mantenere le proprie conoscenze sempre aggiornate dal punto di vista teorico, pratico e della comunicazione, secondo quanto previsto ai sensi dell’art.16-ter, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1999.

La normativa è stata perfezionata nel corso degli anni e integrata dalla sentenza del TAR n. 14062 del 18 novembre 2004. La Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 ha sancito il passaggio di responsabilità relativa alle attività ECM dal Ministero della Salute all’ente Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. L’ente collabora con il Ministero della Salute per la redazione di un piano triennale che stabilisce gli obblighi di aggiornamento e formazione cui i professionisti devono, in autonomia, ossequiare.

In relazione al piano 2014-16, è stato stabilito che i professionisti medici debbano maturare un totale di 150 crediti, di cui un minimo di 25 e un massimo di 75 ogni anno. Sono previste riduzioni per i tecnici che hanno già preso parte ad attività formative nel triennio precedente, in particolare:

  • Un fabbisogno di 135 crediti anziché 150 per il personale che ha maturato nello scorso ciclo un numero di crediti compreso tra i 30 e i 50;
  • Un fabbisogno di 120 crediti formativi per i professionisti che, nello scorso triennio, hanno ottenuto tra i 51 e i 100 crediti;
  • Un fabbisogno di 105 crediti per i tecnici che, nell’ultima tornata, hanno già raggiunto un numero di crediti compreso fra 101 e 150.

In relazione al triennio 2017-19 sono previsti gli stessi obblighi e i medesimi diritti.

I corsi di formazione e aggiornamento sono organizzati da enti che hanno ottenuto l’accreditamento istituzionale e sono stati riconosciuti come provider ECM, autorizzati ad esercitare la funzione dal Ministero della Sanità.