Gomme auto: perchè l’indice di velocità è importante

La tendenza sempre più marcata da parte degli utenti ad acquistare pneumatici utilizzando il servizio di vendita gomme online ha spinto alla nascita di guidatori sempre più consapevoli e informati. Scegliere gli pneumatici più adatti significa conoscere le caratteristiche del proprio mezzo, sapere come reperirle e dove guardare. Tra i parametri principali ma, allo stesso tempo, meno compresi, vi è l’indice di velocità. Di cosa si tratta?

Indice di velocità: la tabella di corrispondenza

L’indice di velocità si esprime attraverso una lettera dell’alfabeto. A ogni lettera corrisponde uno specifico valore in km/h che è indicativo della velocità massima che un mezzo può raggiungere a pieno carico senza il rischio di danneggiare la struttura della gomma. Su ogni battistrada è presente una scritta che riporta gli specifici valori della gomma: le prime due cifre intervallate da uno slash (/) si riferiscono, rispettivamente, a larghezza della sezione e al suo rapporto con l’altezza; il secondo blocco composto da una lettera e da un numero esprimono le modalità di fabbricazione del pneumatico attraverso una lettera e la lunghezza del diametro del raggio; gli ultimi due valori, un numero e una lettera, esprimono indice di velocità e indice di carico.

La tabella degli indici di velocità è la seguente:

M 130
N 140
P 150
Q 160
R 170
S 180
T 190
U 200
H 210
V 240
W 270
Y 300
ZR >240

Indice di velocità e indice di carico

L’indice di velocità va interpretato in relazione a un altro parametro, ovvero l’indice di carico, il quale esprime in chilogrammi il peso massimo trasportabile dal mezzo. Ad esempio, un veicolo che ha come indice di carico 85 e indice di velocità uguale a S potrà trasportare un carico massimo di 515 kg alla velocità soglia di 180 km/h. Ovviamente, tali parametri si riferiscono alle capacità del pneumatico e nulla hanno a che fare con prescrizioni di natura normativa.

La Porche presenta il primo prototipo della Panamera

Il 2016 per la Porche si presenta come un anno pieno di novità. Anche la casa automobilistica, che da diversi anni è stata assorbita dal gruppo Volkswagen, ha deciso di cimentarsi nella produzione di macchine capaci di vincere la sfida dell’ibrido.

Grazie all’attento lavoro della squadra di ingegneri è stato realizzato un nuovo modello, completamente rivoluzionato da un punto di vista meccanico che però ha permesso di mantenere in vita alcuni canoni che hanno sempre contraddistinto la Porsche. Poco tempo fa Patrick Dampsey, conosciuto per come pilota e attore, al Goodwood Festival of Speed 2016 ha presentato il primo prototipo ufficiale della Porche Panamera.

Il nuovo modello automobilistico realizzato dalla Porsche prevede diverse innovazioni, sia da un punto di vista stilistico che tecnologico. La prima cosa che si nota guardando la Porche Panama è il nuovo impianto dei quattro punti luminosi completamente realizzato con la tecnologia delle luci a Led.

Oltre questa vasta di effetti legati alla tecnologia a Led, l’automobile si presenta con un disegn lineare ed elegante che segue le regole basilari dell’aerodinamicità, senza però tralasciare alcun tipi di dettaglio sotto il fronte della robustezza. La chicca è rappresentata dal tetto coupé, insieme agli specchietti laterali che sono stati realizzati in perfetto stile volutamente semplici e lineari.

La Porche Panamera ha una struttura realizzata su una base Msb, con una piattaforma che incrementa il risparmio del peso dell’abitacolo realizzato con acciaio e altri materiali composi. Questa nuova automobile consentirà alla casa automobilistica di mettere nel mercato mondiale con delle novità che la riguardano soprattutto sul fronte ibrido. Infatti la Panamera potrà essere acquistata con un motore benzina, diesel ma anche ibrida plung-in grazie al suo mote 4.0 litri V8 bi turbo.

A breve il nuovo modello automobilistico sarà ufficialmente immerso nel mercato mondiale, in modo tale da poter essere guardato ed osservato personalmente. Quando la Panamera sarà disponibile anche negli autosaloni Porche Roma, noterete come il modello presenta anche delle innovazioni tecnologiche non indifferenti.

I punti di rinnovamento, infatti, non riguardano solo la struttura a Led, all’interno troverete anche una serie di full optional che dimostrano uno studio attento e mirato vero la strumentalizzazione analogica e digitale, concentrandosi particolarmente sulla radio che da sempre è l’optional considerato più importante dall’automobilista tipo.

All’interno dell’abitacolo è già installato uno schermo touch – screen da dodici pollici, facilmente compatibile con i vari dispositivi presenti negli smartphone, dove è possibile trovare già installato il navigatore.

Motore bici elettrica: a ogni ciclista il più adatto

Gli amanti delle e-bike, o pedelec o biciclette a pedalata assistita, conoscono benissimo tutti i vantaggi che il mercato dei veicoli elettrici offre in termini di personalizzazione del mezzo. Ogni ciclista, a seconda di esigenze, aspirazioni, budget a disposizione, può selezionare le componenti che meglio soddisfano le proprie esigenze e provvedere in autonomia alla propria installazione. All’interno del kit bici elettrica per la trasformazione del mezzo, il motore è una componente fondamentale e va selezionato in maniera accurata a seconda dell’utilizzo che si fa del proprio pedelec. Premesso che esistono tre tipologie di motore a seconda della sua locazione di montaggio, ovvero motori centralizzati, al mozzo anteriore e al mozzo posteriore, ecco il motore più adatto a ogni tipo di guida.

Motore per circuiti urbani

Chi utilizza il pedelec all’interno dei circuiti urbani necessita di un motore leggero, semplice da montare e, magari, che presti la giusta attenzione al design e all’estetica del mezzo. Per tutte queste ragioni, il motore (o hub) al mozzo anteriore si configura come la soluzione più efficace: si monta facilmente, non è appariscente e garantisce un ottimo rapporto qualità-prezzo; il dispositivo più intelligente per i ciclisti della giungla urbana.

Motore per percorsi tortuosi

Gli appassionati di mountain bike e di scalata sanno quante sollecitazioni subisce la bicicletta nel corso di pedalate ad alta quota, su terreni scoscesi e su superfici irregolari. In questi casi, l’hub anteriore non sarebbe in grado di reggere lo sforzo; perciò si richiede un motore integrato in modo performante alla struttura della bici, ovvero il motore centrale, direttamente collegato al sistema di trasmissione. La tecnologia è più complicata da montare, in compenso non richiede lo smontaggio della ruota per la sua sostituzione e resiste in maniera molto più efficace sotto stress.

Motore versatile

Il motore al mozzo posteriore è il giusto compromesso fra i primi due: presenta una tenuta migliore rispetto all’hub anteriore ed è più maneggevole e leggero di quello centrale; una soluzione per chi utilizza la e-bike su strade cittadine ma non disdegna scampagnate fuori porta su pendii e strade non battute, a patto che non siano eccessivamente provanti per la bici.