Stampare cataloghi cartacei: è ancora utile?

Chi pensa che la realizzazione di cataloghi cartacei sia superato, si sbaglia di grosso. Se c’è una certezza è che il cartaceo non può essere sostituito completamente dai formati digitali. Se da na parte i siti di stampa libri online offrono dei servizi eccellenti e a costi sostanzialmente ridotti, la necessità di avere ancora dei prodotti stampati per la promozione della propria attività è ancora molto importanti. Vediamo allora il perché abbiano ancora un ruolo rilevante nel Marketing delle aziende.

Un problema demografico

Uno dei problemi più rilevanti del Marketing dell’azienda riguarda la demografia dell’Italia. L’Italia è un paese ancora “vecchio” dove il potere d’acquisto risiede ancora negli uomini di una certa età e che ancora non sono stati completamente inglobati nelle abitudini tecnologiche che la società moderna impone. Per questo motivo, hanno bisogno di avere un elemento tangibile per le proprie scelte, un opuscolo informativo da consultare quando se ne ha voglia. La comodità di avere un supporto cartaceo da sfogliare, di dimensioni maggiori rispetto ai depliant digitali che non possono superare la grandezza dello schermo di uno smartphone, gioca ancora un ruolo fondamentale.

Ma l’importanza sta anche nell’impatto visivo. Mentre su un dispositivo elettronico bisogna andare a cercare consapevolmente il materiale, un opuscolo non può essere smaterializzato. Esso può rimanere nella borsa, su un tavolo e quindi, ci sono maggiori possibilità che ci ricada l’occhio e che si possa scatenare un “passaparola tangibile”. 

Il vantaggio dei cataloghi elettronici

D’altro canto, però bisogna dare a “Cesare ciò che è di Cesare”. Il catalogo elettronico ha anche i suoi vantaggi. Il vantaggio principale lo possiamo riscontrare nel fatto che può essere aggiornato in tempo reale, fornendo informazioni su prezzi e offerte ai clienti.

Così facendo, un cliente aprendo l’app del proprio negozio di fiducia è costantemente informato su tutto ciò che in saldo e può recarsi immediatamente a fare acquisti.

Un altro vantaggio da non sottovalutare, riscontrabile però dal lato imprenditore che può risparmiare del denaro sul materiale pubblicitario fisico. 

Possiamo sostituire il catalogo elettronico con quello elettronico?

Assolutamente no, non bisogna considerare il formato digitale come il superamento di quello cartaceo. Nella maggior parte delle aziende, le due tipologie di catalogo sono ritenute complementari. Non è del tutto raro trovare dei link su formato cartaceo che rimandano sul sito dell’azienda dove trovare informazioni aggiuntive o report da monitorare.

I nostaligici della carta non riusciranno mai a rimanere estranei al fascino del catalogo cartaceo o della rivista aziendale. Esso rappresenta un’esperienza sensoriale e gradita per il consumatore finale? Perché? Perché esso coinvolge tutti i sensi: il tatto, la vista mentre lo si legge, l’udito mentre lo si sfoglia e l’olfatto per l’odore della carta appena stampata.

Fiere: tutto ciò che c’è da sapere sui contratti di lavoro

L’allestimento di stand fieristici può rappresentare un vero e proprio grattacapo perché non riguarda solo il punto di vista “architettonico”. Uno dei problemi durante la programmazione di un evento fieristico è di sicuro la lenta burocrazia e tutti gli annessi riguardante contratti di lavoro e la natura dei rapporti. Per esaurire i vostri dubbi riguardo a questo aspetto, leggi bene questo articolo.

Quale tipo di contratto somministrare durante questi eventi?

L’Ispettorato del lavoro non dorme mai. Soprattutto nel fine settimana, quando si svolgono la maggior parte degli eventi fieristici di settore. La sanzione di tipo patrimoniale può essere davvero esagerata per non parlare del danno all’immagine che l’azienda può subire da una figuraccia di questo tipo in circostanze come le fiere di settore.

Per evitare queste gravi ripercussioni, puoi correre al riparo contratti di natura subordinata per il tuo personale dedito all’accoglienza, al volantinaggio o alla semplice hospitality.

Il contratto più conveniente è di sicuro quello che riguarda le “Nuove Prestazioni Occasionali” ma bisogna rispettare determinati parametri. E sono:

  • l’azienda non deve aver assunto più di cinque dipendenti subordinati a tempo indeterminato;
  • che i lavoratori non abbiano un contratto di rapporto lavoro subordinato di collaborazione coordinata o continuativa. O che non abbiano cessato tale attività con la stessa azienda negli ultimi Sei mesi;
  • che siano rispettate le limitazioni di reddito che si quantificano in: 5000 euro l’anno in totale tra vari prestatori che 2500 euro annui col singolo prestatore.

Se invece vi è un lavoratore autonomo?

Tra le esigenze di un’azienda durante un evento fieristico possono essere varie, tra cui la necessità di contattare un interprete per parlare a clienti stranieri oppure ad un social media manager per promuovere la sua partecipazione all’evento.

Se il lavoratore svolge un’attività diversa rispetto a quelle di interesse dell’azienda allora deve essere definito come lavoratore autonomo.

Anche in questi casi, si può investire in un contratto di tipo occasionale: esiste, infatti, il contratto di lavoratore autonomo occasionale. Prima di avviare un rapporto di questa entità bisogna però inviare al professionista una lettera di incarico in cui vengono menzionate tutte le informazioni sulle attività che deve svolgere, il compenso e la durata della prestazione. 

Al termine di questo rapporto, il lavoratore deve inviare una notula all’azienda che lo ha contattato per confermare che non si sono superati i 5000 euro annui.

La bellezza delle Ortensie

Tra i fiori autunnali più spettacolari, non possiamo che citare le Ortensie. Esse sono usate come decorazioni per giardini pubblici e privati ma anche per gli interni delle case, regalando dei colori caldi in una stagione che inizia ad accennare i primi freddi.

Questa pianta è stata importata in Europa da Philibert Commerson nel XVII secolo, ed hanno ampliato la scelta nei cataloghi delle aziende di vendita fiori online durante la stagione in cui la fioritura scarseggia.

Caratteristiche delle Ortensie

Possono raggiungere anche i due metri di altezza, ma la particolarità di questi fiori sta nella loro sensibilità del pigmento del fiore agli ioni di Alluminio. Infatti, in base all’acidità del terreno, la colorazione dei petali varia dal blu (nei terreni più acidi) al rosa (in quelli più basici). La loro forma è tendenzialmente sferica.

Mentre per quanto riguarda le foglie, sono di un verde brillante e i margini sono dentellati. 

Perché coltivare le Ortensie?

Queste piante non richiedono molta attenzione, l’unica accortezza che bisogna avere è il giusto apporto d’acqua ed un buon drenaggio che eviti i ristagni d’acqua.

Vivono in qualsiasi tipologia di terreno ed è indifferente l’esposizione al sole visto che prediligono l’ombra ma non disdegnano le zone che accolgono i raggi solari.

Non necessitano di potatura se non quella dei rami più secchi in primavera o semplicemente alcuni rami per contenerne la crescita. Sono piante che non alimentano la competizione radicale, il ché permette la coltivazione di altre specie di piante nello stesso ambiente.

Come coltivare le piante?

Il seme deve essere impiantato a circa 1 cm di profondità e ricoperto di terriccio verso gli inizi della primavera. Non ha necessità particolari per quanto riguarda la tipologia di terreno, cresce con qualsiasi composizione. Come spiegato in precedenza, l’unica differenza che si può riscontrare è quella della colorazione dei petali.

Per quanto riguarda le piante esposte al sole, se durante le ore più calde della giornata dovesse apparire secca e disidrata, evitare di innaffiare per non compromettere la pianta a causa dei ristagni. Durante la sera riacquisterà il vigore naturale.

Assegno divorzile: non è più d’obbligo!

Udite! Udite! Avvocato divorzista brescia, di Roma, di Milano, per te c’è un’importante novità per quanto riguarda l’assegno di mantenimento: in Italia non è più d’obbligo! Ebbene sì, il concetto di “tenore di vita” che era alla base del mantenimento non verrà più preso in considerazione. Infatti, fino ad ora, l’assegno divorzile era assegnato in base al tenore di vita che il coniuge economicamente più debole aveva sostenuto durante il matrimonio. Da oggi non è più così, il mantenimento verrà assegnato dal giudice solo in caso di non-indipendenza economica del coniuge.

Vediamo nel dettaglio:

Come ottenere l’assegno divorzile

Prima del 2019, l’assegno di mantenimento del coniuge poteva essere chiesto semplicemente nella domanda di separazione. Il coniuge richiedente non doveva avere adeguati redditi propri ed in tal caso, gli spettava un ammontare in denaro che potesse permettere di mantenere lo stesso tenore di vita antecedente alla separazione. 

Però l’assegno di mantenimento vero e proprio non può essere concesso al coniuge che ha la responsabilità della separazione. In tal caso, si può predisporre del diritto agli alimenti: una quantità di denaro che possa permettere al coniuge richiedente quantomeno i beni primari. 

Con la sentenza 24934/2019 cosa cambia?

Con questa sentenza della Cassazione, l’assegno di mantenimento cambia decisamente volto. I giudici hanno cominciato a sostenere la teoria che il “concetto di riequilibrazione” sia solo un’ingiustizia verso il coniuge economicamente più forte, un prelievo forzato sul reddito che non ha nulla a che vedere con concrete esigenze.

Secondo questa sentenza il coniuge obbligato deve versare il mantenimento solo in caso di:

…non indipendenza economica e/o necessità di compensazione del particolare contributo dato da un coniuge durante la vita matrimoniale, a determinate condizioni.

Per questo non basta più la differenza reddituale fra i due coniugi per obbligare il partner più forte dal punto di vista economico a versare l’assegno, bensì si dovranno presentare delle condizioni ben precise ovvero l’incapacità da parte del soggetto di procacciare le risorse necessarie per ragioni meramente oggettive.

Esprimersi con i fiori

I fiori sono capaci di parlare al posto delle persone. Essi offrono un linguaggio del tutto particolare  e, come la vita umana, non a caso nascono, crescono, sbocciano e poi appassiscono. La florigrafia è il linguaggio dei fiori che veniva utilizzato già nell’Ottocento. Il significato mitologico e a volte magico dei fiori comunque era già in uso, studiato e professato, durante il Medioevo.

Amicizia e Amore con i fiori

Tra i sentimenti più espressi tramite i fiori o un mazzo di fiori, vi sono sicuramente quello dell’amicizia e dell’amore. I due non sono da confondere, così come i segnali che mandano i fiori che possono esprimere tali sentimenti. La carica emotiva è differente ed anche l’atteggiamento che si assume nei confronti della persona a cui indirizziamo i fiori. Per l’amicizia, i fiori indicati sono: il glicine, la fresia, il mughetto ma anche la gardenia. Si tratta di fiori che esprimono dolcezza, simpatia, disponibilità. Per l’amore invece, si può optare per le classiche ed inequivocabili rose rosse, oppure anche il tulipano, la primula, il garofano rosa, l’ibisco o il ciclamino. Quest’ultimo esprime un amore senza pretese passionali.

Felicità e Perdono con i fiori

Quando invece si vuole trasmettere un messaggio di felicità con i fiori, allora sarebbe opportuno contattare chi si occupa di vendita fiori online per avere un mazzo di fiordaliso, narcisi, una peonia che simboleggia anche una vita felice intesa come matrimonio e condivisione a due. I fiori poi sono un ottimo mezzo anche per chiedere perdono, quando le parole non escono tanto facilmente. Allora in questo caso si possono scegliere dei fiori quali: gli anemoni colorati, il giacinto, le calendule che indicano un dispiacere per evidenziarne poi il pentimento. Anche la rosa ma di colori chiari, tenui, vuole riportare l’armonia laddove qualcosa l’abbia turbata o messa a rischio.

Magnolia: storia e significato

Trovare il regalo giusto per un avvenimento importante come ad esempio un compleanno oppure un anniversario non è sempre una scelta facile, quasi sicuramente però scegliere di donare dei fiori (magari cogliendo di sorpresa il destinatario avvalendosi del servizio consegna fiori a domicilio) può rivelarsi un’idea non solo azzeccata ma anche gradita. Tra le svariate qualità di piante da regalare la Magnolia, un bellissimo fiore che sboccia su un maestoso albero, può essere una buona scelta visto che viene usata principalmente come pianta d’arredamento, però tenendo in considerazione il linguaggio dei fiori prima forse è utile conoscerne la storia e la simbologia.

La storia e le caratteristiche principali

Le origini della Magnolia risalgono fin dalla preistoria ed è una pianta sempre verde che appartiene alla famiglia delle Magnoliacea, in natura esiste prevalentemente nei continenti del Nord e Centro America, dell’Himalaya e dell’Asia, mentre in Europa ha fatto la sua comparsa nel 1740, grazie al botanico Pietro Magnol che tra l’altro le ha dato anche il nome.

I fiori della Magnolia hanno diversi colori e possono essere rosa, bianchi, gialli oppure viola e hanno una grandezza che può raggiungere i 30 cm di diametro invece le sue foglie hanno una colorazione verde lucido e sono grandi. Un’altra caratteristica della pianta è il suo profumo molto intenso e gradevole.

La simbologia della Magnolia

Nel linguaggio dei fiori la Magnolia rappresenta il buon augurio e quindi è proprio per questo motivo che generalmente viene piantata all’interno dei cortili delle case, perché visto il suo significato si crede che questa pianta non solo porti forza all’abitazione ma che riesca anche a donare prosperità e fortuna a tutte le persone che vivono all’interno della dimora, a livello simbolico invece la Magnolia è un fiore che indica sia la perseveranza sia la dignità.