3 piatti assolutamente da dimenticare se si vuole dimagrire

Avete intenzione di perdere peso e vi piacerebbe sapere cosa sarebbe bene evitare di mangiare per riuscire a dimagrire anche grazie ad una corretta alimentazione? Dopo le feste, ci si ritrova tutti un po’ troppo sovrappeso ed ovviamente così urge cercare di tornare in forma il più presto possibile.

Ma come? Quali sono gli alimenti che è assolutamente vietato mangiare se si desidera perdere peso in poco tempo e in modo sano? Ecco di seguito tutti gli alimenti assolutamente NO!

1. Patatine fritte o comunque tutto ciò che è fritto

Amate tantissimo le patatine fritte? Allora sappiate che dovrete rinunciarvi se desiderate dimagrire per davvero. Un piatto di patatine, infatti, contiene circa 150 calorie, una dose davvero enorme. Ciò è dovuto alla presenza dell’olio, acquistati da siti di vendita olio online, che ricco di grassi saturi rende il piatto poco sano e soprattutto estremamente ricco di colesterolo. Meglio quindi mangiare le patate in modo più sano, magari al forno o comunque lesse. Certo, questi piatti non sono comparabili con la frittura ma possono comunque darvi grandi soddisfazioni.

2. Alcolici

Anche gli alcolici contribuiscono a far aumentare il peso, o peggio la pancia. Questo perché l’alcool presente semplicemente gonfia a dismisura, soprattutto la parte degli addomi. Meglio quindi bere semplicemente acqua, un alimento che fa davvero bene, vi aiuta ad eliminare le tossine e soprattutto a dimagrire. Ovviamente, abbiate cura di evitare di bere anche bibite gassate, poiché troppo zuccherate e comunque dannose alla salute a lungo andare.

3. Alimenti confezionati o surgelati


Gli alimenti confezionati, come cibi pronti o acquistati dai distributori automatici, non sono solo grassi ma anche pieni spesso di conservanti davvero pericolosi per l’organismo. Parliamo, ad esempio, di tramezzini o comunque alimenti pronti perfetti ad esempio da portare in ufficio. Meglio quindi prepararsi qualcosa di proprio e soprattutto con le proprie mani. Ciò vale anche per i prodotti surgelati, spesso definiti come al forno ma in realtà già precedentemente fritti. Cercate di prendere l’abitudine di cucinare da zero evitando la comodità dei piatti già fatti in modo da sapere per davvero cosa mangiate senza sorprese.

5 dritte per un ristorante arredato in stile giapponese

Vorreste aprire un ristorante giapponese ma non sapete come fare ad arredarlo? Non è niente di così difficile, basta solo prestare attenzione ai dovuti dettagli, per ricreare un ristorante che rievochi il Sol Levante non solo nei suoi piatti ma anche nell’arredamento. Per qualsiasi dubbio, noi vi consigliamo sempre di affidarvi a degli esperti in arredo. Ad esempio, volete aprire il ristorante in Lombardia? Allora cercate dei professionisti in arredamento ristorante a Milano ed affidatevi alla loro esperienza per non sbagliare.
Volete fare da soli? Eccovi 5 dritte per un ristorante arredato in stile giapponese.

1. Parola d’ordine: semplicità

Se ci fate caso, i ristoranti giapponesi si contraddistinguono proprio per l’essenzialità del loro arredo. Difatti, il design è davvero molto semplice, privo di fronzoli, e molto più propenso alla concretezza e l’essenziale. Evitate quindi, arredi troppo sofisticati, e soprattutto non commettete l’errore di riempire e quindi appesantire il vostro locale. Rischiereste di far venir meno l’idea di semplicità che contraddistingue l’arredo nipponico.

2. Luci soffuse

Nei ristoranti giapponesi l’illuminazione è sempre calda e accogliente. Difficilmente troverete un’ illuminazione invadente e preponderante. Optate per le classiche lanterne, caratteristiche della cultura orientale. Potete procurarvele in qualsiasi negozio giapponese e non.

3. Arredi giapponesi

L’arredo dei ristoranti giapponesi è composto da materiali pressoché in legno o metallo. Difatti, ricorda molto il design industriale, per i suoi toni ruvidi e grezzi. I tavoli e le sedie sono spesso in legno e donano all’ambiente un tocco di eleganza e semplicità. Se invece volete ricreare un ristorante davvero giapponese, allora potete inserire i classici tavolini bassi che vengono utilizzati in Giappone per mangiare. Inoltre, potete anche evitare l’uso delle sedie, utilizzando i cuscini zafu, larghi circa 70 cm, molto morbidi e comodi per stare in ginocchio.

4. Colori scuri

I colori che contraddistinguono i ristoranti giapponesi sono principalmente scuri. Viene spesso utilizzato, ad esempio, il nero, il grigio ma anche il marrone con tutte le sue tonalità. Se preferite, potete anche inserire dei piccoli accessori con tonalità vivaci, ma senza esagerare, in quanto risulterebbero poco armoniosi con tutto l’arredo.

5. Accessori nipponici

Tra gli accessori potenzialmente utilizzabili in un ristorante giapponese abbiamo i separè in bambù, caratteristici ed anche molto originali, le cassettiere in legno, antiche che ricordano la cultura giapponese in tutta la sua forma, e gli scacciapensieri giapponesi, chiamati anche Furin, usati in particolar modo nella stagione estiva.

Cos’è l’olio extravergine di oliva e cosa lo rende unico

L’olio extravergine di oliva pugliese, toscano, calabrese e siciliano (e non solo) sono esportati in tutto il mondo e rappresentano il 23% delle esportazioni globali. L’Italia è terzo produttore al mondo di olio di oliva dopo Spagna e Grecia e secondo esportatore dopo lo stato iberico. Il Made in Italy del comparto agroalimentare si afferma come eccellenza da sempre e, nel segmento degli oli, l’extravergine si configura come prodotto di punta per qualità e volumi di mercato. Ma cos’è, esattamente, l’olio extravergine di oliva?

I parametri UE

Perché un olio possa essere commercializzato con la dicitura extravergine, deve rispettare i specifici parametri varati dall’Unione Europea per tutelare la produzione e la preservazione delle sue peculiarità organolettiche. In particolare, un olio extravergine di oliva deve presentare un tasso di acidità non superiore allo 0,8% e deve essere ottenuto dalla prima spremitura di olive che vengono estratte mediante il procedimento di separazione meccanica a freddo, con temperature inferiori ai 28 gradi centigradi. Tali parametri, indicati tramite Regolamento CEE n. 2568/91 e successivi aggiornamenti, sono necessari a tutelare le caratteristiche del prodotto, riconosciuto come alimento principale della dieta mediterranea, a sua volta indicata come il regime alimentare più indicato a garantire il benessere e la longevità delle popolazioni.

Gli effetti benefici dell’extravergine di oliva

L’olio extravergine di oliva garantisce effetti benefici sull’organismo, comprovati negli anni e avvalorati da studi specifici di settore. Esso svolge una funzione preventiva per ciò che riguarda disturbi di natura cardiocircolatoria, favorisce la circolazione sanguigna e abbatte di un terzo il rischio di infarto; l’extravergine previene ictus e svolge anche una funzione di protezione da alcuni tipi di tumore, in particolare quello al seno. Negli ultimi anni è stata dimostrata anche una correlazione tra aumento delle capacità mnemoniche e consumo di olio extravergine di oliva, soprattutto su bambini e anziani. L’alimento abbassa anche il rischio di diabete e di depressione e facilita la regolazione dei processi digestivi, prevenendo la comparsa di patologie di natura gastrica.

Dolci a domicilio: la pasticceria si adatta al mercato

L’ascesa imponente del settore e-commerce ha portato a una riconfigurazione totale nel mercato dei beni e dei servizi. oggi, il sistema di fruizione e acquisto è cambiato radicalmente, di pari passo a una nuova concezione di consumatore: più accorto e attento alle offerte, smaliziato e alla perenne ricerca di efficienza e praticità. La conversione in modalità digitale ha riguardato anche quei settori che non sembrava potessero essere coinvolti nel processo di digitalizzazione e che si credevano esclusivo appannaggio della vendita fisica e al dettaglio. Tra di essi, uno dei servizi che si sta affacciando con successo è quello della fornitura di dolci e torte a domicilio. Ecco come funziona e perché sta avendo successo.

Dolci a casa in poche ore

Il servizio funziona in modo semplice e il sistema utilizzato dai diversi siti del comparto è pressapoco il medesimo: occorre effettuare l’iscrizione al sito, selezionare tra torte, gelati, semifreddi, pasticcini, ecc. ciò che interessa, indicare il luogo, la data e l’orario di consegna e completare il pagamento tramite carta di credito o prepagata. In aggiunta, è possibile far recapitare insieme al dessert anche un articolo quale fiori, gioielli, peluche. La grande novità sta nella possibilità di completare un ordine anche per il giorno stesso, così che il servizio si rivela un efficientissimo rimedio per i più distratti e per chi tende a sbrigare ogni questione solo all’ultimo momento.

Una rivoluzione o una semplice alternativa?

Quando di mezzo c’è l’innovazione portata in dote dal web, il dibattito assume sempre connotazioni di carattere sociologico. In molti professionisti del settore denunciano una snaturalizzazione nell’approccio, poiché in tal modo viene meno il contatto diretto con il cliente, la scelta diventa pilotata e diminuiscono le possibilità di personalizzare il prodotto su misura del consumatore.

D’altra parte, c’è uno stuolo di professionisti, lavoratori o gente fuori sede che vede nel servizio di consegna a domicilio una splendida alternativa, per sopperire alle restrizioni imposte dalla scarsità di tempo e dalla lontananza. Una possibilità in più, dunque, non un sistema alternativo in grado di sbaragliare il metodo tradizionale di approccio.