Come organizzare un evento aziendale: guida pratica

Un evento aziendale è, prima di ogni altra cosa, uno strumento di marketing e comunicazione attraverso cui un brand promuove la propria immagine e consolida le relazioni con il pubblico, i mass media e i propri partner commerciali. Come organizzare un evento aziendale in modo efficiente e limitando al minimo le possibilità di errore.

1. Stabilire le finalità dell’evento

Forse è il caso di partire dalla fine: qual è l’obiettivo per cui vuoi investire in allestimenti eventi per il pubblico? A chi ti rivolgi? L’evento è un mezzo attraverso cui raggiungere un fine, ma se il fine non c’è o è stato stabilito con scarsa chiarezza, il rischio di trasformare l’iniziativa in uno spreco di tempo e di soldi è tangibile. A seconda del target e dello scopo, l’evento andrà gestito in maniera diversa. Punti a promuovere un nuovo prodotto? O vuoi inaugurare un nuovo punto vendita? La manifestazione si rivolge al pubblico in genere, ai mass media o ai tecnici del settore?

2. Scegliere la location, con coerenza

La location scelta per l’evento deve essere appropriata, facile da raggiungere e funzionale. L’appropriatezza fa riferimento alla coerenza tra l’idea di marchio e contenuti che l’azienda propone e al target cui ci si rivolge; la sede deve essere il più possibile accessibile anche per le personalità che giungeranno da fuori città e, possibilmente, ben servita dai mezzi (oppure predisponete un sistema di navette per il trasporto dalla stazione o dall’aeroporto) e funzionale per spazio e apparecchiature tecniche (avrai bisogno di un palco, amplificazioni, microfoni?).

3. Promozione e coinvolgimento

Pochi giorni prima dell’evento dovresti avere già un’idea orientativa del numero di persone presenti. Certo, il numero sarà puramente indicativo e non del tutto attendibile ma, se non altro, potrai orientarti più facilmente per la gestione degli spazi, dei posti a sedere, del catering (ove previsti). Le previsioni di afflusso vanno gestite attraverso il recall dei personaggi invitati e, se rivolto al pubblico, mediante le pagine social su cui avrai sponsorizzato l’evento.

La promozione è fondamentale e richiede un’attenzione particolare: mass media tradizionali e digitali, social network, sito aziendale sono tutti strumenti utili e differenti e devono essere sfruttati appieno secondo le specifiche modalità di utilizzo.

4. Il monitoraggio

A fine evento, non siete neppure vicini alla possibilità di riposare! Ora viene la fase dei bilanci: la promozione dell’evento deve essere sospinta anche (o soprattutto) nelle ore immediatamente successive alla conclusione dell’iniziativa. C’è da fare pressione sui giornalisti perché ne diano risalto sui propri spazi editoriali, occorre alimentare il passaparola tramite i social network e gli altri canali di diffusione online, realizzare una rassegna stampa e raccogliere i feedback dei presenti. Solo così, potrai perfezionare la tua campagna di event planning.

Viaggio nel Basso Salento: vacanza fuori dagli schemi

Il Basso Salento presenta peculiarità proprie che lo rendono diverso da qualunque altro contesto e che si distacca persino dalle caratterizzazione della parte alta della provincia di Lecce. case vacanze Torre Pali, b&b a Marina di Salve, hotel a Tricase registrano da anni una crescita sostanziale delle presenze, i turisti hanno compreso le potenzialità di località uniche e meritevoli di essere scoperte in tutto il loro splendore.

Dove l’Adriatico bacia lo Ionio

Santa Maria di Leuca, vertice basso della Puglia: un faro sormonta il tacco del Tacco e fa da baluardo ultimo dell’Occidente, dall’altra parte comincia l’Africa e i Balcani dall’altra parte. Lì, dove l’orizzonte non ha più terre da mostrare, avviene l’incredibile incontro tra le acque del Mare Adriatico e quelle dello Ionio. Le correnti di toccano senza attraversarsi e scolpiscono una trasversale che taglia l’acqua a metà, perdendosi fin dove l’occhio umano è in grado di scrutare.

Dolmen e menhir

Il Salento accoglie un’abbondanza di megaliti, tracce primarie di un passato antichissimo e testimonianza delle prime popolazioni di Messapi che, oltre 30 mila anni fa, crearono piccoli insediamenti lungo il lembo finale della penisola salentina. La città di Giurdignano conta, da sola, una decina di menhir mentre a Martano, cuore della Grecìa Salentina, si eleva uno dei menhir più alti d’Europa, di quasi 5 metri, il menhir di Santu Totaru. Reperti ricchi di significati, molti dei quali presentano una croce incisa sulla pietra a documentare il processo di cristianizzazione che interessò il Salento durante la Controriforma cattolica.

E poi i dolmen e le pajare, costruzioni a secco che caratterizzano le campagne salentine e le accendono del bianco della sua pietra calcarea.

Folclore

Il folclore del Salento è un capitolo sterminato. Nella provincia di Lecce, la tradizione non è solo parte dei costumi e delle abitudini della cittadinanza ma orienta ogni decisione e ogni pensiero. Essere salentini significa sentirsi parte di una dimensione che non è regione, non è stato ma ciò nonostante ha una propria giurisdizione e una propria lingua. Il folclore della pizzica pizzica, canto di dolore e di catarsi contro le frustrazioni della vita di campagna e la povertà; la tradizione del cibo, che riflette un retaggio retrogrado figlio dell’abbandono istituzionale; le consuetudini del dialetto, che resta oggi la prima lingua utilizzata in paese e che è manifesto di appartenenza a una fede. Il folclore del Salento si percepisce nell’aria, è il filo conduttore di un territorio che non può essere spiegato ma solo vissuto.

Ostuni, Otranto, Specchia: incantevoli borghi di Salento

Il Salento è la meta di riferimento principale dell’estate Made in italy. Negli ultimi dieci anni, il Tacco d’Italia è stato protagonista di un vero e proprio boom che lo ha consacrato come destinazione preferita dai giovani ma sempre più apprezzata anche da target differenti e variegati per età e interessi. Accanto alle attrattive del mare, però, il Salento offre tantissimo altro; un esempio è fornito da borghi incantevoli e capace di sedurre al primo sguardo, che si perdono in una storia unica e nelle suggestioni della pietra.

Ostuni

Ostuni sorge ai piedi della Valle d’Itria e si pone come ideale ultimo baluardo del confine nord del Salento. Il borgo della città, posto oltre 200 metri sopra il livello del mare, è considerato tra i più caratteristici d’Italia per via del profilo bianco che lo caratterizza. Case, palazzi, negozi del cuore ostunese sono coperti di calce, un artificio che gli abitanti utilizzano da secoli per favorire il rifrangersi dei raggi del sole nel dedalo di vie strette che caratterizzano il centro storico. Ogni b&b Ostuni lavora a pieno regime in estate e inverno e il turismo ostunese ha saputo svincolarsi dalla dipendenza dalla stagione estiva. La città bianca, così è definita Ostuni, brilla di luce propria.

Otranto

Otranto sorge sulla costa adriatica nel cuore della penisola salentina ed è una delle mete di riferimento del tacco. Il borgo conta appena 5.000 abitanti ed è stato inserito nell’elenco ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) dei borghi più belli d’Italia. Il centro storico idruntino è cinto da mura antiche e da una porta, attraverso la quale si accede alle parte vecchia. Lì la città si innalza fino alle mura del castello, posto a strapiombo sul mare d’Otranto e gli anfratti angusti del posto disegnano un tracciato incantevole. All’interno della cattedrale di Otranto sorge anche il più grande e misterioso mosaico pavimentale d’Europa, il cui significato autentico resta ancora oggi criptico e inaccessibile.

Specchia

Specchia è un comune che non supera 6.000 abitanti e, anch’esso, fa parte dell’elenco ANCI dei borghi più belli d’Italia. All’interno del centro del borgo, chiuso al traffico e recintato da rampe di scale, è possibile godere di un vero e proprio manifesto spontaneo delle arti e delle correnti tipiche dei secoli XVI – XVII. Chiese, palazzi, edifici militari si susseguono nel tessuto urbano con disarmante ricorsività, in una dimensione estetica preservata nella sua interezza e autenticità da quasi mezzo millennio.

I vantaggi dell’utilizzo della bici elettrica in città

La bicicletta è il mezzo di trasporto più in voga del momento, particolarmente adatto per gli spostamenti in città. I centri urbani italiani sono sempre più inquinati e chiassosi a causa dell’alta densità automobilistica lungo le strade, che congestionano il traffico cittadino in particolare durante le ore di punta della giornata, causando un aumento spropositato dei livelli di smog. Consapevoli di ciò, le amministrazioni pubbliche si stanno mobilitando per risollevare la questione, proponendo delle soluzioni che possano rendere più vivibili le nostre città, incentivando la mobilità sostenibile.

Un’alternativa a basso impatto ambientale è rappresentata dalla bicicletta e dalla sua diretta discente: la bicicletta elettrica. Grazie agli incentivi economici stanziati, la mobilità elettrica in Italia sta vivendo un vero e proprio boom. L’e-bike (electric bike) è un mezzo di trasporto a impatto ambientale 0 che consente un risparmio economico senza precedenti. I nuovi e performanti kit bici elettrica consentono di trasformare con poche centinaia di euro la propria bici tradizionale in un vero e proprio veicolo a trazione elettrica.

Ecco i principali vantaggi di questo veicolo e perchè conviene utilizzarlo in città:

La bicicletta elettrica: un mezzo economico accessibile a tutti

Secondo il codice della strada, l’e-bike è considerata alla stregua di una classica bicicletta, pertanto non comporta alcun obbligo di stipulare una polizza assicurativa, indossare il casco e altre formalità quali bollo, targa e manutenzione obbligatoria. La bici elettrica è un mezzo di trasporto accessibile a tutti: per guidarla non occorre avere alcuna patente, adatta sia per i grandi che per i più piccoli senza alcuna limitazione di età.

La bicicletta elettrica: pedalare contro lo stress!

Scegliere la bicicletta a pedalata assistita piuttosto che l’auto per gli spostamenti in città aiuta a preservare la tua salute. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che pedalare di buon mattino stimola la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore. Una soluzione efficace per combattere lo stress ed affrontare la giornata con vitalità ed energia!

Perché è importante non saltare la colazione

Effettuare una sana ed abbondante colazione di buon mattino è una delle più sane abitudini che aiutano a preservare il giusto stato di benessere del nostro corpo. Uscire di casa senza aver consumato il primo pasto della giornata equivale a guidare un’automobile a secco di carburante. Consumare degli alimenti sani è paragonabile dunque al fare benzina, che ci consente di avere la giusta carica di energie per affrontare al meglio la giornata. Un vecchio detto recita: “fai colazione come un re, pranza come un principe e cena come un povero” proprio per sottolineare l’importanza di questo pasto.

Secondo la tradizione italiana, la colazione per eccellenza è una questione di dolce. A conferma di ciò interviene anche il mondo digitale: sono sempre di più gli italiani che acquistano dolci online per colazione, tramite l’innovativo servizio web messo a disposizione delle “pasticcerie 3.0”, utilizzato principalmente per fare un gradito regalo ai propri cari in occasione di ricorrenze particolari. Le scuse quindi stanno a zero: reperire una buona colazione è diventata sempre più un’impresa di facile riuscita.

Nonostante ciò, sono sempre di più gli italiani che non effettuano una sana colazione. La nuova disciplina del “salto della colazione” è un’abitudine in voga tra i più giovani che, complice la mancanza di tempo e lo scarso appetito, si recano a scuola già in riserva di energie, con conseguente calo di forze e concentrazione che condiziona il rendimento durante la giornata. È compito dei genitori far prendere quanto prima coscienza ed educare i propri figli dando il buon esempio a tavola, evitando quindi di bere un caffè al volo prima di recarsi al lavoro.

Una buona colazione deve garantire il giusto apporto di nutrienti, in particolar modo carboidrati e zuccheri semplici dovranno essere i benvenuti, perché facilmente tramutabili in energie subito disponibili. Esempio virtuoso di una colazione è rappresentato da una tazza di latte, 3 fette biscottate con un velo di marmellata e un frutto, per un apporto complessivo del 25-30% del totale delle calorie giornaliere.

La coscienza ambientale come alternativa al riciclo

Il processo di smaltimento rifiuti a Lecce come a Milano e nel resto d’Italia sta conoscendo oggi una fase di forte sensibilizzazione pubblica: la tematica ambientale è sempre più centrale e la popolazione si dimostra sempre più consapevole sui rischi di una scorretta gestione del sistema di raccolta e stoccaggio degli scarti.

Va però sottolineato come il riciclaggio non sia un sistema ottimale per tutelare e proteggere l’ambiente. Tra le ragioni che spiegano le inefficienze del riciclo, le principali sono la scarsa resa dei prodotti di seconda trasformazione e i costi economici e ambientali che è necessario sostenere per la gestione del processo di riciclo. Le alternative green non mancano e hanno a che fare soprattutto con le idee di coscienza ambientale e di educazione al consumo.

Il riuso

Con l’avanzamento tecnologico nel settore riciclo, il sistema del recupero dei vuoti, tanto utilizzato fino a qualche anno fa, è andato in crisi. D’altra parte, tale approccio si rivela molto più virtuoso, per tutta una serie di ragioni. Pensiamo al più comune sistema di recupero dei vuoti, ovvero quello utilizzato per la gestione delle bottiglie in vetro: in tal caso, la bottiglia non viene cestinata bensì conservata e consegnata nuovamente al produttore; il materiale, dopo aver affrontato una semplice procedura di lavaggio, può tornare in circolo senza alcun impatto sull’ambiente.

Economizzazione dei consumi

Un’altra via passa per una educazione civica della cittadinanza al fine di favorire un approccio al consumo più conservatore e tutelante per l’ambiente. Si tratta, semplicemente, di diffondere una serie di comportamenti e abitudini volti ad abbattere i consumi domestici, evitando gli sprechi e massimizzando l’utilizzo di ogni materiale. Uno degli ostacoli è rappresentato dal sistema di tassazione, che misura i costi in bolletta per il servizio di gestione della spazzatura in base alla metratura delle abitazioni, senza considerare il numero di utenti del servizio per ogni nucleo famigliare e senza alcun incentivo per le famiglie più virtuose.