ECM 2014-16 e 2017-19: crediti, obblighi e diritti

Educazione Continua in Medicina (ECM) fa riferimento a un piano di attività di formazione e aggiornamento rivolto a tutti i professionisti dell’ambito sanità. I tecnici ospedalieri, non solo medici ma anche infermieri, veterinari, psicologi, ecc., sono tenuti, per legge, ad ossequiare all’obbligo di mantenere le proprie conoscenze sempre aggiornate dal punto di vista teorico, pratico e della comunicazione, secondo quanto previsto ai sensi dell’art.16-ter, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1999.

La normativa è stata perfezionata nel corso degli anni e integrata dalla sentenza del TAR n. 14062 del 18 novembre 2004. La Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 ha sancito il passaggio di responsabilità relativa alle attività ECM dal Ministero della Salute all’ente Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. L’ente collabora con il Ministero della Salute per la redazione di un piano triennale che stabilisce gli obblighi di aggiornamento e formazione cui i professionisti devono, in autonomia, ossequiare.

In relazione al piano 2014-16, è stato stabilito che i professionisti medici debbano maturare un totale di 150 crediti, di cui un minimo di 25 e un massimo di 75 ogni anno. Sono previste riduzioni per i tecnici che hanno già preso parte ad attività formative nel triennio precedente, in particolare:

  • Un fabbisogno di 135 crediti anziché 150 per il personale che ha maturato nello scorso ciclo un numero di crediti compreso tra i 30 e i 50;
  • Un fabbisogno di 120 crediti formativi per i professionisti che, nello scorso triennio, hanno ottenuto tra i 51 e i 100 crediti;
  • Un fabbisogno di 105 crediti per i tecnici che, nell’ultima tornata, hanno già raggiunto un numero di crediti compreso fra 101 e 150.

In relazione al triennio 2017-19 sono previsti gli stessi obblighi e i medesimi diritti.

I corsi di formazione e aggiornamento sono organizzati da enti che hanno ottenuto l’accreditamento istituzionale e sono stati riconosciuti come provider ECM, autorizzati ad esercitare la funzione dal Ministero della Sanità.

Gomme auto: perchè l’indice di velocità è importante

La tendenza sempre più marcata da parte degli utenti ad acquistare pneumatici utilizzando il servizio di vendita gomme online ha spinto alla nascita di guidatori sempre più consapevoli e informati. Scegliere gli pneumatici più adatti significa conoscere le caratteristiche del proprio mezzo, sapere come reperirle e dove guardare. Tra i parametri principali ma, allo stesso tempo, meno compresi, vi è l’indice di velocità. Di cosa si tratta?

Indice di velocità: la tabella di corrispondenza

L’indice di velocità si esprime attraverso una lettera dell’alfabeto. A ogni lettera corrisponde uno specifico valore in km/h che è indicativo della velocità massima che un mezzo può raggiungere a pieno carico senza il rischio di danneggiare la struttura della gomma. Su ogni battistrada è presente una scritta che riporta gli specifici valori della gomma: le prime due cifre intervallate da uno slash (/) si riferiscono, rispettivamente, a larghezza della sezione e al suo rapporto con l’altezza; il secondo blocco composto da una lettera e da un numero esprimono le modalità di fabbricazione del pneumatico attraverso una lettera e la lunghezza del diametro del raggio; gli ultimi due valori, un numero e una lettera, esprimono indice di velocità e indice di carico.

La tabella degli indici di velocità è la seguente:

M 130
N 140
P 150
Q 160
R 170
S 180
T 190
U 200
H 210
V 240
W 270
Y 300
ZR >240

Indice di velocità e indice di carico

L’indice di velocità va interpretato in relazione a un altro parametro, ovvero l’indice di carico, il quale esprime in chilogrammi il peso massimo trasportabile dal mezzo. Ad esempio, un veicolo che ha come indice di carico 85 e indice di velocità uguale a S potrà trasportare un carico massimo di 515 kg alla velocità soglia di 180 km/h. Ovviamente, tali parametri si riferiscono alle capacità del pneumatico e nulla hanno a che fare con prescrizioni di natura normativa.

Alla scoperta del destination wedding

Il mondo del turismo è fatto da mille diverse sfaccettature e mille nuovi fenomeni, che sconvolgono e cambiano in continuazione il volto di questo settore. All’interno del mondo del turismo negli ultimi anni si è affermato in modo via via più importante, un fenomeno denominato Destination wedding, una nuova tendenza che sta andando a interessare allo stesso tempo sia gli operatori del mondo del turismo sia quelli del settore matrimonio.

Volendo dare una definizione concisa di quello che è il trend del destination wedding si può dire che si tratta della tendenza di andarsi a sposare all’estero o in una città che non è la nostra. L’Italia grazie alla sua ricchezza di bellezze artistiche, storiche e naturalistiche è una delle mete predilette del destination wedding.

Quando si parla di destination wedding un ruolo fondamentale è rivestito dai e dalle wedding planner. A questi professionisti spetta il compito di aiutare, a distanza gli sposi nell’organizzazione del matrimonio. Considerando che gli sposi spesso si trovano all’estero il wedding planner non solo dovrà occuparsi dell’organizzazione, ma allo stesso tempo padroneggiare perfettamente la lingua inglese e la comunicazione via internet. Il wedding planner si occupa per conto degli sposi di trovare la location della cerimonia e dei festeggiamenti, di selezionare il fotografo per matrimonio, il truccatore, il fiorista e così via.

Per quanto riguarda l’anatomia dei destination wedding in Italia, la prima cosa da dire è che sono nozze in cui ci si può permettere di non badare a spese. Grazie infatti a budget molto elevate, gli sposi stranieri che vengono a sposarsi in Italia, possono permettersi location da sogno, servizi di ristorazione di lusso e così via. Si tratta solitamente di sposi che vengono da USA, Inghilterra e Canada ma anche da India e Russia. Sono matrimoni che portano con se usi e tradizioni molto lontane dalla nostra e tuttavia sono caratterizzati da un esiguo numero di invitati e questo per l’oggettiva difficoltà nel far muovere e pernottare un grande numero di persone.

Quanto alle mete preferite dei destination wedding in Italia, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Sempre sulla cresta dell’onda le città d’arte come Roma, Firenze, Verona e Venezia. Si anche le location immerse nel verde tra le colline come l’Umbria o la Toscana. Si anche alle location di mare come la Sardegna o la costiera amalfitana. In ascesa invece il Friuli Venezia Giulia che nonostante la dimensione limitata sembra mettere a disposizione degli sposi stranieri tutte le attrattive sopra elencate.

Gioielli in regalo: spilla no, ciondolo sì, anello forse

Scegliere il gioiello più adatto da donare alla propria donna o anche ad una amica significa compiere valutazioni che includano i gusti personali della destinataria, il livello di coinvolgimento della relazione e anche questioni legate al galateo e alla superstizione. Ecco alcuni consigli per scegliere al meglio l’accessorio per lei.

La spilla è un dono da evitare

Elegante, ricca di quel fascino un po’ misterioso e un po’ vintage, ma anche portatrice di antichi significati sconvenienti: la spilla, dice il galateo dei gioielli, non deve essere regalata ma può essere solo acquistata da lei, perché, stando alla superstizione, ha un significato male augurante, trattandosi di un oggetto appuntito e che, recita la tradizione, esprime un simbolo di minaccia.

I ciondoli per essere originali

I ciondoli sono un dono apprezzabile, perché elegante e, soprattutto, perché permette di personalizzare collane e braccialetti, dando loro un significato più intenso e soggettivo. I pendenti in stile TrollBeads prezzi più vari e fantasie molteplici sono un esempio di come sia possibile rendere unici bracciali e collane, senza spendere cifre folli e con un gusto elegante e creativo.

Anello: occhio alle reali intenzioni

Un anello è sempre un dono fortemente evocativo. Che sia una fede o un cerchio dal valore economico e simbolico inferiore, il significato di fondo è sempre quello: una presa di responsabilità, un impegno assunto nei confronti dell’altra persona e che trova nel gioiello la sua concretizzazione oggettuale. Meglio stare attenti quando si porge un anello, ua gaffe può rivelarsi imperdonabile!

Bracciale

Il bracciale è una soluzione meno impegnativa, può essere donato alla propria donna piuttosto che a un’amica o alla propria mamma. L’importante è saper rispettare i gusti della destinataria ed essere certi che li usi: non è raro, infatti, trovare persone che rifiutino di indossarli perché li trovano scomodi o fastidiosi, a lavoro o nella vita domestica.

Il Salento lontano dai riflettori: natura e tradizioni vere

Passata l’estate, il Salento cambia forma; più precisamente, si riappropria della sua parvenza più vera, lontano dalle logiche del turismo di massa e a tutto ciò che da esse scaturisce. I visitatori che per tre mesi hanno affollato ogni albergo, hotel, b&b con piscina Salento, da autunno in poi lasciano spazio a turisti orientati da passioni e interessi diversi, e la terra intorno si mostra in un modo differente, meno frenetico, meno passionale, più autentico.

Le masserie fortificate

Uno dei volani del Salento di oggi è rappresentato dalle masserie fortificate, che caratterizzano il territorio in lungo e in largo. Le vecchie residenze dei proprietari terrieri hanno dato vita a alimentano un business benefico per il Tacco d’Italia, rappresentato dai significativi investimenti dispiegati da benestanti stranieri, tedeschi e britannici in particolar modo. Il turismo green, quello basato sui prodotti a km zero e sul recupero di uno stile di vita più genuino e lontano dall’urbanizzazione più vorticosa, dimostra uno stato di salute invidiabile e trova in Salento un incubatore di progetti e di iniziative assolutamente eccezionale.

L’arte barocca

il Salento, e Lecce in particolare, attrae vacanzieri per dodici mesi l’anno anche grazie alle attrattive di carattere storico e artistico. Il barocco è il motore trainante della locomotiva delle arti leccesi, incarnato nelle meraviglie del centro storico di Lecce, la Basilica di Santa Croce, il Duomo, e poi la Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli o l’ex Convento degli Agostiniani a Melpignano. E ancora il mosaico pavimentale di Otranto, il faro di Leuca e l’eredità romana incarnata nel maestoso Anfiteatro che domina il cuore dello spazio adiacente Piazza Sant’Oronzo, a Lecce.

La dieta mediterranea

Il Salento si lascia scoprire anche tramite l’eccellenza della sua dieta mediterranea, che verte in massima parte su produzioni della terra, coltivate sul posto e distribuite in tutta la provincia: Ogni periodo dell’anno è scandito da frutta, verdura e ortaggi di stagione che sono esaltazione dei ritmi di un tempo, quando la giornata era cadenzata dall’orologio biologico della campagna. Ora la stessa dieta del posto non si è lasciata corrompere ed è diventata parte integrante di un’offerta turistica che ha i mezzi per vivere anche in inverno, quando i lidi balneari sono solo un ricordo o un desiderio procrastinato.

I 4 dolci italiani più famosi e apprezzati al mondo

La cucina Made in Italy è tra le più affermate del mondo, una tradizione solida ma anche un vero e proprio brand, garanzia di eccellenza assoluta e di gusto. La pasticceria italiana è parte di quel marchio e, da sempre, raggiunge ogni lato del globo, si è fatta riconoscere ed è diventata parte integrante anche delle abitudini di consumo oltre confine, diffuse nelle bakery e nel mercato online dei dolci a dolci a domicilio. Ecco i 4 dolci italiani più diffusi al mondo.

Tiramisù

Il tiramisù è uno dei dolci al cucchiaio più facilmente riconoscibili: L’origine del dessert con savoiardi, caffè e mascarpone è tuttora contesa fra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana ed è impiegato in special modo nei ristoranti come degna conclusione di lauti pasti. Non sappiamo con esattezza dove sia nato ma sappiamo dove sia arrivato: ovunque.

Panna cotta

Panna, zucchero, latte, colla di pesce. Gli ingredienti della panna cotta, specialità piemontese, sono semplici ed essenziali. Con semplicità ed equilibrio, la tradizione italiana ha originato un budino che ha saputo conquistare tutto il mondo. Sarà perché permette di realizzarne infinite varianti; sarà perché è leggero e semplice da gustare; tant’è.

Gelato

Più che una tipicità è un vero e proprio marchio identitario: abbiamo dovuto lottare con i francesi, ma alla fine siamo riusciti a vederci riconosciuta la paternità del gelato, il dessert più consumato al mondo durante la stagione estiva. Gli influssi arabi arricchirono la Sicilia introducendo nuovi ingredienti, la canna da zucchero in particolar modo; i siciliani ne svilupparono la ricetta e affinarono le modalità di preparazione nel tempo; uno chef siculo residente in Francia, tale Francesco Procopio dei Coltelli, realizzò il primo vero e proprio gelato della storia, e lo consegnò all’intero genere umano.

Zuppa inglese

Non lasciatevi ingannare dal nome; la zuppa inglese è un dessert italianissimo, più precisamente tipico del centro Italia, presente in diverse varianti fra Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Umbria, e Toscana. Una base di pan di Spagna, la tempra dei liquori e la compostezza dolce della crema. Così il dessert ha saputo farsi conoscere in tutto il mondo.